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SPAZIO/ Da Colleferro in orbita: Vega completa la flotta dei lanciatori europei

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Il conto alla rovescia per il lancio di Vega è iniziato. Lunedì 13 alle 11.00 (ora di Roma) - a quasi cinquant’anni (era il dicembre 1964) dalla messa in orbita del primo satellite italiano, il San Marco -  dallo spazioporto di Kourou in Guiana Francese, il nuovo lanciatore made in Italy farà il suo debutto sulla scena spaziale.

Un inizio che ha lasciato un po’ col fiato sospeso tutti coloro che sono coinvolti nell’impresa: il lancio era stato programmato dapprima per fine gennaio, poi per il 9 febbraio e infine è dovuto slittare al 13. E anche per quella data c’è ancora un pizzico di suspence: la finestra (così la chiamano i tecnici) di lancio sarà solo di due ore, a partire dalle 7.00 ora locale, a pochi minuti dal sorgere del sole in Guiana. Se per qualche ragione tecnica o ambientale non fosse possibile effettuare il lancio, rimarrebbero solo due giorni utili prima di dover rimandare di circa un mese il volo inaugurale di Vega: il motivo è che a quel punto saranno urgenti le operazioni di preparazione e lancio dell’Ariane 5, che dovrà spedire il terzo Automated Transfer Vehicle (ATV) “Edoardo Amaldi” verso la Stazione Spaziale Internazionale ().

Vega e Ariane 5 condividono lo stesso sistema di comunicazioni e di monitoraggio lungo la traiettoria di volo, ma, poiché i due vettori verranno lanciati con orbite completamente differenti, tale sistema dovrà essere riconfigurato fra un lancio e l’altro con un impegno di diverse settimane. Ma tecnici, scienziati e manager italiani sono fiduciosi che non saranno necessari altri rinvii. La decisione è dell’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea, nel cui ambito è stato sviluppato e sarà condotto il progetto Vega, ma la missione parla abbondantemente italiano: il nuovo lanciatore è nato dagli studi degli ingegneri di Avio, negli stabilimento di Colleferro (Roma) negli anni ’90; ed è lì che è stata realizzata per il 65% la sua produzione. Lo stesso gruppo, tramite la società ELV costituita nel 2000 con l’Agenzia Spaziale Italiana (70% Avio e 30% ASI) proprio per gestire il nuovo programma, è prime contractor del lanciatore e coordina 40 aziende di 12 paesi europei.

Per lo sviluppo delle attività spaziali (sia scientifiche che di servizi tecnologici), in particolare per la messa in orbita di satelliti o l’invio di sonde interplanetarie, sono fondamentali i razzi vettori, cioè i missili, detti più comunemente “lanciatori” (launchers). Finora l’Europa, tramite l’Esa disponeva di tre lanciatori: Ariane 5, per satelliti fino a 10 tonnellate e  (in collaborazione con la Russian Federal Space Agency), per satelliti fino a 3 tonnellate. Ora con si completa la “flotta” per carichi fino a 1.500 Kg.

La prima novità di Vega è quindi che si tratta di un lanciatore per satelliti di piccole dimensioni, anche se il suo carico utile prevede una molteplicità di “ospiti”, come già in questa prima missione; in generale, l’intervallo di carico che sarà in grado di lanciare va dai 300 a circa 1.500 kg. Un suo punto di forza è quindi la flessibilità nelle missioni, cui si aggiungono i costi contenuti che rendono accessibile lo spazio anche a soggetti che prima non avrebbero potuto accedervi, come università e centri di ricerca.




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