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CLIMA/ Venti freddi dall’Artico: ma non è "The Day After Tomorrow"

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In un recente articolo pubblicato su Nature Geoscience, molto amplificato dai media, viene riportato che la quantità di acqua dolce che galleggia sulla superficie dell’Artico Occidentale è aumentata di 8000 km3 dalla metà degli anni ‘90 al 2010 e talora è stata indicata come responsabile di eventi freddi.

I modelli indicano che questo aumento di acqua coincide con un incremento della circolazione anticiclonica (oraria) del vento sopra l’Artico occidentale. Questo vortice atmosferico spinge le acque superficiali e le accumula al centro del vortice di Beaufort, la principale corrente marina dell’Artico occidentale. Attualmente il vortice di Beaufort sta girando in senso anticiclonico e induce un innalzamento locale del livello del mare al centro del vortice. Una inversione del vento da anticiclonico a ciclonico potrebbe diminuire l’effetto sul vortice di Beaufort e la lente di acqua dolce potrebbe scomparire o ridursi.

La vera novità della scoperta non sta tanto nell’aver individuato la presenza di accumuli di acqua dolce all’interno del vortice anticiclonico - questo infatti era noto da tempo e il trend di accumulo è riportato nei libri di testo - quanto nell’aver evidenziato che attualmente questo fenomeno segue direttamente le variazioni del vento. Il motivo viene ricondotto al fatto che la superficie del mare è libera dai ghiacci a causa del riscaldamento dell’oceano: priva della barriera di protezione del ghiaccio la superficie dell’oceano reagisce maggiormente e più rapidamente alla variabilità atmosferica.

Quando il vortice atmosferico invertirà il suo senso di rotazione, l’acqua fredda sarà verosimilmente rilasciata rapidamente dal centro del vortice di Beaufort verso tutto l’Artico e verso l’Atlantico. In futuro, il ruolo del vento e delle interazioni tra oceano e atmosfera nella circolazione dell’oceano Artico deve essere rivisto, soprattutto se si conferma il trend attuale di riduzione della copertura di ghiaccio.

Lo scenario da “The Day After Tomorrow” con rallentamento della Corrente del Golfo e gelo diffuso, appartiene al mondo della pseudoscienza sensazionalistica più che alle capacità predittive della scienza attuale. Invece, quello che la ricerca scientifica ci mostra attualmente è che il cambiamento climatico è in corso e sta producendo importanti variazioni in alcuni processi fondamentali del clima; tuttavia sono necessari ulteriori studi per comprendere nella sua totalità il funzionamento e per migliorare le capacità di previsione di un processo così complicato come risulta essere il clima globale.



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