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FISICA/ I neutrini avvistati sotto il Gran Sasso rivelano il motore delle stelle

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Anche le reazioni di fusione che costituiscono il ciclo CNO, come quella del pp, producono neutrini di bassissima energia, che non sono mai stati osservati fino a qualche mese fa quando l’esperimento Borexino ha raggiunto la prova sperimentale dell’esistenza della reazione pp, attraverso la rivelazione proprio dei neutrini prodotti nella reazione figlia pep e del ciclo CNO. Tenuto conto della bassissima probabilità di interazione dei neutrini e della loro bassissima energia, come ciò è stato possibile?

I neutrini possono essere osservati quando interagiscono con la materia; ma tali eventi sono molto rari per tutto quanto detto sopra. Quindi altre interazioni che avvengano nel rivelatore a causa dei raggi cosmici e della radiazione emessa dalla radioattività naturale mascherano le interazioni dei neutrini, rendendo impossibile la loro osservazione.

Per schermarsi dai raggi cosmici bisogna andare sottoterra: Borexino è istallato infatti nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, sotto 1400 metri di roccia. Molto più difficile da risolvere è il problema della radioattività naturale: Borexino in cinque anni di ricerca ha sviluppato tecnologie che hanno permesso di sopprimere la presenza di contaminanti radioattivi a livelli mai raggiunti prima. Grazie alle sue caratteristiche uniche Borexino è stato in grado di osservare flussi di neutrini di così bassa energia. Ma questo risultato non è l’unico: Borexino aveva già ottenuto in passato la prima prova sperimentale dell’esistenza di altre reazioni di fusione che avvengono nel Sole (reazione del Berillio) e l’evidenza dei neutrini (geoneutrini) provenienti dall’interno della Terra.

Il risultato ottenuto da Borexino sulla misura dei neutrini dalle reazioni pep e CNO, è stato selezionato dalla Società Americana di Fisica come uno degli “highlights” del 2011.



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