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AMBIENTE/ Le foreste si specializzano per sequestrare la CO2

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Per quanto riguarda le sonde laser, merita ricordare come queste sono da alcuni anni soggetto della ricerca in campo ambientale e forestale. Negli Usa questo tipo di sonda laser è utilizzato per stimare su ampie zone parametri quali la copertura forestale, l’altezza degli alberi, la biomassa e l’evoluzione delle cenosi forestali. In Italia c’è un programma di ricerca di interesse nazionale finanziato dal MIUR (progetto Inflaming) e si sta valutando l’applicazione di queste tecnologie nell’acquisire questi dati per la definizione di strategie nella lotta agli incendi boschivi.

Un’ultima, ma non meno importante questione, riguarda la “fuga” dall’Italia dei cervelli ed è stata messa in evidenza in una recente intervista ad Alessandro Baccini, lo scienziato italiano che ha contribuito a questi studi operando proprio al Wood Hole Research Center, il più importante centro mondiale per gli studi forestali. Ci preme sottolineare come il collega non ha messo in dubbio la capacità mostrata dal Sistema Universitario Italiano nel produrre laureati in grado di potere competere nei diversi campi del sapere scientifico anche in una terra considerata al massimo delle graduatorie nel campo universitario e della ricerca. Va considerato semmai, come sottolineato dall’intervistato, l’incapacità del Sistema Italia, Università compresa,  di trattenere questi “cervelli in fuga”.

Oggi il nostro Paese sta fronteggiando un periodo di grave crisi economica, ma questo non dovrebbe avere come conseguenza il penalizzare la ricerca. In fatti, l’efficacia del Sistema Universitario e della Ricerca costituisce la base per potere competere con le economie affermate ed emergenti, dove il valore è costituito dalla capacità di innovazione, principale condizione per garantire un valore aggiunto. A livello internazionale, tutti i nostri principali competitor, nel quadro dei tagli ai servizi pubblici, hanno voluto mantenere o incrementare gli investimenti nel Sistema Universitario e della Ricerca, ma l’Italia cosa farà?

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