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GEOLOGIA/ Come le piante hanno modellato i paesaggi preistorici

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Di conseguenza la proliferazione della vegetazione avrebbe aumentato notevolmente l’estrazione del fosforo e il suo flusso dal continente all’oceano. Il fosforo nell’oceano stimola la produzione di alghe ed altri organismi fotosintentici, che rimuovono CO2 dall’atmosfera. Lenton e gli altri ipotizzano che questa proliferazione di organismi fotosintetici nell’oceano, indotta indirettamente dalla diffusione delle piante vascolari sul continente, abbia provocato una drastica riduzione della CO2 atmosferica e quindi dell’effetto serra. Questo potrebbe spiegare, almeno in parte, l’inizio di un periodo freddo e di glaciazione avvenuto circa 450 milioni di anni fa, poco dopo la comparsa delle piante vascolari sulla Terra.

Questi due studi, oltre a mettere in evidenza il ruolo fondamentale della vegetazione nell’evoluzione dei paesaggi e del clima sulla Terra, sono anche due esempi interessanti di come leggere gli archivi geologici. Gli autori non presentano delle spiegazioni completamente esaustive, ma, come degli investigatori sulla scena del crimine, individuano degli indizi: cambiamento del tipo di sedimenti fluviali, comparsa dei fossili di piante, presenza di estesi depositi glaciali legati ad un periodo particolarmente freddo, ecc. Da questi indizi poi formulano delle ipotesi sullo svolgimento degli eventi: stabilizzazione dei terreni, aumento di fosforo negli oceani ecc. L’indagine è ancora in corso e in futuro si dovranno raccogliere ulteriori prove per poter verificare o confutare queste ipotesi. È un lavoro che ci consente di ricostruire in modo sempre più veritiero la storia più antica e complessa di tutte: quella del nostro pianeta.



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