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SPAZIO/ La visione europea di Edoardo Amaldi va in orbita

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L’ATV-3 Edoardo Amaldi (Credits ESA)  L’ATV-3 Edoardo Amaldi (Credits ESA)

Dopo un forzato rinvio e un rimbalzare di date, finalmente sembra arrivato il momento del lancio dell’ATV-3, il terzo degli Automated Transfer Vehicle, nuovo cargo spaziale dell’Esa (Agenzia Spaziale Europea). La prossima settimana sembra quella giusta e venerdì 23 marzo avverrà il decollo dallo spazioporto di Kourou (Guyana Francese) alle 5:31 (ora italiana); a lanciarlo verso la . Stazione Spaziale Internazionale (ISS), col suo carico di 6,6 tonnellate, sarà il razzo vettore Ariane-5.

Per battezzarlo la Francia aveva pensato al nome di Giulio Verne, la Germania a Giovanni Keplero: per l’Italia la scelta è caduta su Edoardo Amaldi, uno dei ragazzi di via Panisperna che hanno vissuto l’epopea della grande fisica alla scuola di Enrico Fermi: e col nome di Amaldi l’ATV-3 andrà in orbita.

In effetti la figura di Edoardo Amaldi è più associata alla fisica subatomica e nucleare, alla quale ha dato importanti contributi sia negli anni ruggenti della scuola fermiana sia in seguito; è poi da ricordare come padre fondatore del Cern, del quale è stato segretario generale dal 1952 al 1954. Ma la sua era una personalità scientifica di grande spessore, abituato alle ampie visioni e preoccupato che la ricerca scienza venisse organizzata in modo da farle esprimere tutta la sua portata culturale e tutto il suo valore sociale. Perciò si è molto dedicato alla costruzione di organismi nazionali e internazionali finalizzati a questi scopi. Anche in campo spaziale.

Il suo ruolo è stato fondamentale per la nascita dell’Esro (l’Organizzazione europea per la ricerca nello spazio) e quindi dell’Esa; ed emblematicamente bordo dell’ATV-3 viaggerà anche la cianografia di una sua lettera indirizzata nel 1958 al collega Gino Crocco e che documenta la sua visione di un’organizzazione spaziale a carattere pacifico, in grado di sviluppare un’attività adeguata tutta europea nel campo dei razzi e dei satelliti in modo originale e libero da coinvolgimenti militari. Nella lettera Amaldi parla del “lancio di una o più Eurolune, effettuato da un organismo europeo ad hoc, avrebbe evidentemente un’importanza, sia morale che pratica, di primo ordine per tutti i paesi del Continente”.



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