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GEOLOGIA/ I rilievi carbonatici, luoghi del dialogo tra biosfera e geosfera

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Margine di piattaforma carbonatica in sezione su una falesia dell'isola di Maiorca (Isole Baleari)  Margine di piattaforma carbonatica in sezione su una falesia dell'isola di Maiorca (Isole Baleari)

Un obiettivo prioritario sarà inoltre l’inserimento nel network di nuovi gruppi di ricerca non solo europei, ma anche americani e di altri paesi extraeuropei. La Vertino ci spiega che attualmente vi è una piattaforma mondiale, ma non è un progetto finanziato come il COCARDE. I finanziamenti del progetto europeo sono e saranno utilizzati per realizzare meeting, workshop e altre strategie di divulgazione in modo da creare opportunità di confronto tra i gruppi partecipanti al progetto e di scambio delle informazioni ottenute dallo studio condotto dalle singole unità.
La comunità scientifica italiana coinvolta in questo network europeo è rappresentata da un gruppo di ricercatori di geologia marina e di paleontologia dell’Università di Milano-Bicocca, ma collaborano anche l’università di Catania, di Bologna e l’ISMAR di Bologna. Al medesimo dipartimento della Bicocca appartiene la professoressa Daniela Basso che è membro del Comitato Guida COCARDE-ERN. Più precisamente, il gruppo di ricerca della Basso, in collaborazione con la Vertino, studia la formazione dei rilievi carbonatici derivati dall’azione dei coralli in acque fredde e profonde (dai 400 ai 1000 metri di profondità). La ricerca è svolta in ambiti multidisciplinari analizzando sia ambienti marino costieri sia offshore. Negli ultimi anni una particolare attenzione è stata rivolta alla formazione di carbonato in acque poco profonde e in acque profonde del Mediterraneo nella zona di Santa Maria di Leuca (acque fredde), del Mar Rosso e dell'Oceano Indiano (acque calde).
Le informazioni attualmente disponibili sui mound di natura recente indicano che essi si formano in particolari condizioni idrodinamiche, in cui si manifestano processi biologici e geologici di complesse interazioni. L’ambiente marino o lacustre di interesse è caratterizzato da un'elevata produzione di materiale carbonatico autoctono (formatosi nel luogo stesso della sedimentazione o in aree strettamente adiacenti) di origine prevalentemente biogenica. La produzione di carbonato, quindi, può derivare sia dall'accumulo di parti dure di organismi a scheletro calcareo (coralli) sia dalla precipitazione di carbonato, indotta dall'attività di organismi viventi come i batteri. Ciascuno di questi ambienti, quindi, è caratterizzato da un ecosistema particolare e da peculiari modalità di sedimentazione.
È importante sottolineare che i sedimenti carbonatici, essendo strettamente legati all'attività biologica, crescono in modo attivo. Mentre tutti gli altri tipi di sedimento si accumulano e si formano sotto l'azione degli agenti atmosferici in modo passivo. Perciò la comunità degli organismi viventi è strettamente interconnessa con l'ambiente sedimentario ed è parte attiva nella formazione dei rilievi carbonatici.



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