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TECNOLOGIE/ L’abbraccio dei robot: concorrenti o alleati?

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Una particolare del robot Frida (Foto Abb)  Una particolare del robot Frida (Foto Abb)
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Infine, dall’Europa un progetto che potrebbe modificare il volto di molti ambienti di lavoro. Più che un progetto è quello che si dice un concept, cioè un’idea già a un buon livello di sviluppo per la realizzazione di un sistema robotico che colmi il gap tra l’assemblaggio manuale dei componenti industriali e la produzione totalmente automatizzata. Il modello, che ha iniziato il suo percorso di perfezionamento fin dal 2007 nei centri R&D della Abb, si chiama Frida (Friendly robot industrial dual arm): è un robot a due braccia, a 7 assi ciascuno, e nasce per affrontare quelle situazioni dove robot e personale umano si trovano a operare “gomito a gomito”. Oltre a tutte le caratteristiche dei più avanzati robot industriali, Frida è particolarmente curato negli aspetti di sicurezza, agilità e precisione nei movimenti, flessibilità e facilità di riconfigurazione.

Una dimostrazione dei prototipi, visibile su un sito dedicato, mostra la sua capacità di adattarsi a un contesto misto uomini-macchine, la sua prontezza nell’evitare potenziali disagi ai “colleghi” umani, la sua agilità nei movimenti ultra snodati, che favorisce un’elevata produttività.

Tre esempi, fra i tanti, che segnalano un dinamismo della tecnologia. Al quale dovrebbe affiancarsi un analogo e più diffuso movimento di riflessione sulle implicazioni culturali, psicologiche, sociali inevitabilmente prodotte da questa familiarità spinta tra uomini e macchine. Ma sul versante riflessione c’è calma piatta.

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