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DIBATTITI/ La scienza in diretta: se Galileo avesse avuto le e-mail …

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Quando Galileo ha scoperto i satelliti di Giove, era solo a Padova nelle fredde notti invernali del 1609-1610; e durante il giorno c’era solo il paziente Marcantonio Mazzoleni ad aiutarlo nel progressivo perfezionamento del cannocchiale. Però, già nel grande scienziato pisano era viva la preoccupazione che la notizia potesse arrivare tempestivamente almeno a chi poteva valorizzarla (e fornire finanziamenti): in mancanza delle e-mail, Galileo si dedicava alla redazione di lettere che erano sì personali ma avevano il valore delle newsletter e degli articoli inviati oggi alle riviste scientifiche internazionali. Come la lettera inviata ad Antonio de’ Medici il 7 gennaio 1610, il giorno dopo la scoperta attorno al pianeta gigante delle prime tre lune e prima della scoperta della quarta e della dedica al granduca di Toscana degli “astri medicei”.

Altre scoperte sono avvenute in presenza del pubblico. Come quella del danese Hans Christian Oersted che, nell’inverno 1819-1820, decise di eseguire direttamente in aula, durante una lezione all’università di Copenhagen, l’esperimento che rivelò il legame tra elettricità e magnetismo. Un ago magnetico si era mosso al passaggio della corrente: per Oersted era la conferma evidente di un’ipotesi che sosteneva da tempo; anche se, nota lui stesso, “l’esperimento non fece molta impressione all’uditorio”.

Nel campo delle bioscienze, totalmente solitaria è stata l’impresa di Gregor Mendel e tutta chiusa nell’orto del monastero di Brno dove, agli esperimenti sui piselli che gli permetteranno di arrivare alle leggi dell’ereditarietà, l’abate boemo alternava lo svolgimento delle sue mansioni monastiche. Dall’orto le sue ricerche uscirono solo nel febbraio 1865, quando Mendel le presentò alla locale Società di Storia Naturale; la sua comunicazione sarà poi pubblicata sulla rivista della Società ma resterà avvolta da una cortina di silenzio per oltre trent’anni, fino a quando nel 1900 De Vries, Correns e Tschermak riscoprirono simultaneamente le celebri leggi.



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