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DIBATTITI/ La scienza in diretta: se Galileo avesse avuto le e-mail …

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Oggi invece tra la scoperta e la sua circolazione passano a volte poche ore. Ciò da un lato è segno di interesse per la ricerca, di una maggiore consapevolezza (forse) che le acquisizioni scientifiche hanno una rilevanza culturale per tutti e non soo per gli specialisti. Dall’altro lato, la rapidità di diffusione ostacola quel lavoro di paziente riflessione e di attenta analisi dei particolari che lo studio della natura richiede.
Soprattutto oggi. Sia per l’elevato livello di raffinatezza degli strumenti disponibili, che consentono di misurare e rappresentare i fenomeni con una precisione elevata, alla quale si accompagna una altrettanto elevata possibilità di errore o di malinteso. Sia per una caratteristica intrinseca del mondo naturale, che si svela lentamente e in modo “sottile”, come ricordava spesso Einstein: dalle lontane galassie, ai microorganismi, ai sistemi nanotecnologici, ci sono fattori calibrati con estrema delicatezza e parametri accordati finemente, che mal sopportano interpretazioni e conclusioni affrettate.

La vicenda dei neutrini superveloci insegna.



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