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AEREI/ Saranno biplani i supersonici di linea del futuro?

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Una delle configurazioni studiate al computer dal team di Qiqi Wang  Una delle configurazioni studiate al computer dal team di Qiqi Wang

Da qui a una quindicina d’anni ci possiamo quindi attendere significativi cambiamenti nella configurazione dei velivoli passeggeri, che si discosterà ampiamente dallo schema oggi a tutti comune (una fusoliera, più o meno “panciuta”, due ali a cui sono appesi i motori, e piani di coda); non cambierà, invece, in modo significativo la loro velocità, che pur con qualche incremento, rimarrà nettamente subsonica. Non sembra dunque che ci siano molte speranze per il passeggero che non sopporta di star seduto per ore in un angusto sedile e che non può permettersi la prima classe, di impiegare, anche in futuro, molto meno tempo di oggi in un volo intercontinentale.

Vale però la pena di segnalare che un recentissimo studio condotto dal professor Qiqi Wang del MIT potrebbe essere la chiave per riaprire la partita del volo passeggeri supersonico, che molti davano per definitivamente chiusa dopo l’uscita di scena, ormai molti anni fa (2003), del Concorde. Secondo questo studio una configurazione “biplana” di un aereo passeggeri supersonico, basata cioè su due ali sovrapposte, in qualche modo alla maniera dei vecchi biplani dei primordi dell’aviazione, sarebbe in grado di ridurre drasticamente due dei maggiori problemi legati al volo supersonico: la grande resistenza all’avanzamento, con il conseguente proibitivo consumo di carburante, che si genera volando a velocità superiore a quella del suono e la formazione di onde d’urto, che si propagano verso terra, creando intollerabili disturbi alle zone sorvolate.

La proposta da Wang non è a dir la verità del tutto nuova, essendo basata su una vecchia idea avanzata, addirittura negli anni ‘50, dall’ingegnere Adolf Buseman (Buseman, emigrato dopo la Seconda Guerra Mondiale negli Usa dove lavorò a lungo nei principali centri di ricerca aerospaziali, era stato uno dei massimi esperti tedeschi di aerodinamica e tra i padri dei primi aviogetti con ala a freccia). Wang e i suoi collaboratori al MIT, servendosi delle moderne tecniche di simulazione al computer, hanno avuto modo di sviluppare enormemente l’intuizione di Buseman, il quale aveva compreso che la configurazione con le due ali sovrapposte poteva servire a elidere automaticamente le onde d’urto formate da una delle ali con quelle prodotte dall’altra.

Si trattava però di trovare il modo di eliminare uno degli inconvenienti di questa configurazione, per la quale è anche possibile che in condizioni di volo transonico, quando cioè ci si avvicina alla velocità del suono, nel “canale” formato dalle due ali sovrapposte, si formi una specie di “tappo” che impedisce il flusso dell’aria, con un conseguente enorme aumento della resistenza. Provando e affinando al computer un gran numero di possibili configurazioni aerodinamiche, Wang e collaboratori sostengono di aver risolto questo problema, conservando i vantaggi offerti dalla formula biplana, che produce molto meno resistenza, circa la metà che con ala singola, e onde d’urto molto minori a velocità supersonica.



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