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AEREI/ Saranno biplani i supersonici di linea del futuro?

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Una delle configurazioni studiate al computer dal team di Qiqi Wang  Una delle configurazioni studiate al computer dal team di Qiqi Wang

I vantaggi principali di questa idea sarebbero in sostanza, una riduzione drastica dei consumi di carburante e la possibilità di volare supersonici per la gran parte del volo, con ulteriore riduzione dei tempi di volo, evitando limitazioni come quelle a cui doveva sottostare il Concorde (il quale poteva in effetti volare supersonico solo sull’oceano e non era quindi adatto a rotte sopra la terra ferma, come la traversata degli Stati Uniti o dell’Asia ).

Gli studi del team di Wang proseguiranno col passaggio a modelli più complessi; intanto si è saputo che anche un gruppo giapponese, guidato dal professor Kusunose della Tohoko University, sta lavorando sullo stesso concetto del “biplano di Buseman”, cercando di risolvere per altra via il problema della resistenza in volo transonico al quale si è accennato, ipotizzando un opportuno riposizionamento di alcune parti mobili delle ali, nelle varie fasi del volo.

È presto per dire se tutti questi studi approderanno a qualcosa di concreto, ma l’argomento merita di essere tenuto sott’occhio nei prossimi anni.

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