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GEOLOGIA MARINA/ Tutti a bordo, per scandagliare il Mare Nostrum

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La nave oceanografica Urania  La nave oceanografica Urania

È bene ricordare che l’Italia contribuisce alla ricerca europea con una cifra proporzionale al proprio Pil; se però il Paese non aumenta gli investimenti nelle proprie strutture strategiche (ad esempio le navi come Urania) e non definisce strategie precise in Mediterraneo e in oceano, aumentando la coesione tra i tanti Enti che si occupano di ricerca in mare, il rischio è che i nostri ricercatori migliori non siano in grado di “vincere” che una parte piccola dei finanziamenti che mettiamo in Europa.

Per la ricerca marina tre cose sono fondamentali e complementari tra loro. La prima sono le navi oceanografiche: in questa direzione, all’ottima esperienza di Urania in Mediterraneo, andrà affiancata una nuova nave oceanica la cui costruzione è prevista nell’ambito del progetto bandiera RITMARE, coordinato dal CNR con il contributo di tutti gli Enti di Ricerca e Consorzi Universitari attivi sul mare in Italia. Poi c’è il sistema osservativo oceanografico: numerosi Enti mantengono stazioni fisse o ancoraggi di lungo periodo presso le coste e lungo i fondali del Centro Mediterraneo. Si tratta di un patrimonio da mettere a sistema, colmando lacune geografiche, migliorando l’acquisizione di dati e promuovendo la trasmissione degli stessi in tempo reale, oltre alla possibilità di monitorare le più pericolose strutture geologiche attive negli abissi.

 

E la terza?

 

Sono i veicoli autonomi: si tratta di strumenti di superficie o di profondità, in grado di effettuare autonomamente misure più o meno sofisticate, che costituiscono una delle frontiere di sviluppo ingegneristico in cui altri Paesi sono più avanzati ma in cui il CNR e gli altri Enti hanno il potenziale per recuperare rapidamente terreno. Una strategia italiana su queste tre frontiere permetterebbe alla nostra vasta comunità scientifica di ricercatori marini di dialogare in Europa con i nostri colleghi in contesti importanti come, ad esempio, la Joint Programming Initiative focalizzata sul mare (Healthy and Pruductive Seas and Oceans).


(Michele Orioli)

 



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