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CLIMA/ Dalle carote antartiche la conferma del global warming di mille anni fa

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In questo senso la tecnica messa a punto dagli scienziati guidati da Zunli Lu, mescola vecchi e nuovi elementi, in quanto utilizza una metodica già nota (indicata sinteticamente come δ18O, che misura appunto il rapporto fra gli isotopi dell’ossigeno, di solito calcolato a partire dai gusci carbonatici di alcuni organismi fossili rinvenibili nei sedimenti marini o dalle bolle d’aria dei ghiacci), e il nuovo utilizzo della ikaite.

Particolarmente interessante è il fatto che Zanli Lu e collaboratori hanno studiato i cristalli di ikaite contenuti nei sedimenti marini estratti, con le ben note tecniche di carotaggio usate dai geologi marini, al largo delle Penisola Antartica, cioè di quella lunga propaggine del continente sud-polare che si estende verso il Sud America, che è nota costituire una zona di transizione, particolarmente sensibili ai cambiamenti climatici del pianeta.

Ebbene, dallo studio dei sedimenti di ikaite risalenti agli ultimi 2000 anni il team di ricercatori americani ha potuto valutare che anche in questa zona antartica si sono verificate quelle stesse variazioni secolari di temperatura note per l’emisfero nord come “periodo caldo medievale” (circa fra il 900 e il 1250 DC) e “piccola era glaciale” (1350-1750 DC). Ciò sembra definitivamente rigettare i dubbi avanzati da alcuni ambienti scientifici, che questi periodi climatici avessero caratterizzato solamente l’emisfero settentrionale del pianeta (per il quale sono ben documentati, sia scientificamente, che storicamente) e non l’intero pianeta.

Prendono di conseguenza più forza le osservazioni di quanti sostengono che siano eccessivi gli allarmi e le misure restrittive invocate dall’Ipcc, il ben noto organismo dell’Onu che studia le variazioni del clima terrestre, e che ne ha indicato la principale causa nell’eccessiva quantità di anidride carbonica prodotta dalle attività umane: se infatti variazioni importanti del clima si sono spontaneamente verificate in tutto il globo, non solo in ere geologiche, ma anche in periodi relativamente recenti, quando l’umanità non produceva quantità significative di anidride carbonica, è proprio l’uomo la causa principale di tali cambiamenti, o essi dipendono, in tutto o in parte, da altri fenomeni e dinamiche del pianeta, che non sono state ancora pienamente comprese?



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