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ANNIVERSARI/ A scuola da Clavio, per studiare il Sole e capire le geometrie non euclidee

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Il cratere lunare Clavius (credit Nasa)  Il cratere lunare Clavius (credit Nasa)

A Roma nel 1567 ne vide un’altra che al suo massimo lasciò il Sole circondato da un anello sottile di luce e che successivamente, rispondendo a Keplero, descrisse come un anello e non un’atmosfera attorno al corpo oscuro della Luna. Questa fu per Clavio una prova che il diametro del Sole poteva essere maggiore di quello della Luna, contrariamente a quanto Tolomeo aveva riportato nell’Almagesto, il più autorevole libro di astronomia fino ad allora.

«Proprio questa cronaca dell’eclissi del 9 aprile 1567 ha riportato gli scritti di Clavio sul tavolo di molti scienziati contemporanei, che si occupano delle variazioni secolari del diametro del Sole, con le sue conseguenze in climatologia. Se infatti quello che Clavio osservò fosse stata proprio la fotosfera solare, avremmo avuto, nel 1567, un Sole circa 6000 Km più grande di quanto non sia oggi. Questa variazione è difficile da concepire nei modelli attuali per il nostro Sole, tuttavia abbiamo molti studi interessanti scaturiti ancora quattro secoli dopo questa storica osservazione di Clavio»

Quella di Clavio fu l'ultima eclissi totale vista a Roma; la prossima sarà il 6 luglio 2187. In onore di Clavio è stato battezzato il progetto italo svizzero Clavius, per la misura del diametro solare in diverse bande spettrali. «Con l’uso di camere CMOS ad alta velocità montate al telescopio solare gregoriano di Locarno, si riprenderanno transiti solari su cerchi orari in modo da “congelare” il seeing atmosferico, valutandolo in tempo reale e scorporandolo dalla misura osservata del diametro. In questo modo si potrà tenere sotto controllo le variazioni del diametro solare, che indicano anche l’attività magnetica del Sole che ha delle conseguenze anche sul clima terrestre».

Il mistero dell'eclissi anulare di Roma del 1567 ha tenuto in sospeso molti scienziati. Keplero era convinto che la corona fosse di pertinenza della Luna e solo il Padre Angelo Secchi poté dimostrare inequivocabilmente durante le eclissi del 1860 e 1870 che la corona apparteneva al Sole. Ancora nel 1997, Stephenson, Jones e Morrison hanno negato che Clavio abbia potuto vedere la fotosfera, proponendo che si trattasse della corona interna. Lo stesso Sigismondi però, insieme a Serge Koutchmy, in uno studio del 2011 ha mostrato che a produrre l'effetto dell'anello era la mesosfera solare, una regione sopra la fotosfera, dominata da migliaia di piccole righe di emissione, il cui inviluppo dà proprio luce bianca.



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