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ANNIVERSARI/ A scuola da Clavio, per studiare il Sole e capire le geometrie non euclidee

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Il cratere lunare Clavius (credit Nasa)  Il cratere lunare Clavius (credit Nasa)
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Si può prevedere che il dibattito avrà un ulteriore sviluppo l’estate prossima quando a Pescara, dal 24 al 27 agosto presso il centro ICRA (International Center for Relativistic Astrophysics), si riuniranno gli esperti europei di occultazioni lunari, tra le quali le eclissi di Sole, nell'European Symposium on Occultation Projects dell’ESOP che così celebrerà l’anniversario claviano.

C’è comunque una celebrazione permanente di quello che era considerato “l’Euclide del XVI secolo”: è un cratere lunare a lui dedicato. Il cratere Clavius è uno dei più antichi della Luna e risale a quattro miliardi di anni fa, all'era dell'heavy bombardment, quando il sistema solare era ancora pieno di corpi minori che cadendo sui maggiori ne accrescevano la massa. Clavius ha un diametro di 225 km, è profondo 3,5 km e domina l'area più meridionale della faccia visibile della Luna. Qualcuno ricorderà la base Clavius nel film “2001 Odissea nello spazio”, localizzata proprio nel cratere omonimo.

Delle tante altre cose che sarebbero da citare di Clavio, Sigismondi sottolinea la grande opera formativa, basata sulla “Ratio Studiorum” dei Gesuiti, quel un metodo che ha formato gli intellettuali e i regnanti di tutta Europa per più di due secoli. «Clavio ha influenzato la stesura della III edizione della Ratio e ha ottenuto che i Gesuiti dovessero seguire dei corsi di Matematica, Astronomia e Cartografia. Ecco perché i Gesuiti missionari hanno ottenuto molti successi nella loro attività missionaria: essi erano anche dei cartografi e sapevano disegnare mappe delle zone che esploravano. Ad esempio il padre Eusebio Chini dimostrò per primo che la Baia California era una penisola e non un'isola come tutti credevano».

Con questi corsi speciali Clavio iniziò una scuola di geometri che si formarono sugli elementi di Euclide, di cui lui stesso aveva fatto l'edizione critica; questi geometri Gesuiti insegnarono nei collegi della Compagnia in Europa e molti scienziati europei (come Cartesio) si formarono in questi collegi.

«La scuola di Clavio – conclude Sigismondi - ha avuto come sua massima espressione il padre Giovanni Girolamo Saccheri che nel tentativo di dimostrare per assurdo il V postulato di Euclide è arrivato, senza accorgersene, alle geometrie non euclidee».

(Mario Gargantini)



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