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DIBATTITI/ Scienza e (è) Teatro

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Rembrandt, Lezione di anatomia del dottor Tulp  Rembrandt, Lezione di anatomia del dottor Tulp

Il legame è però ancora più profondo: ciò che tutto sommato discrimina la scienza moderna da altre forme di conoscenza è il suo fondarsi su delle pratiche “riproducibili” che, dato un certo ingresso, forniranno una uscita ben definita in termini di una quantità misurabile. Sia l’ingresso che l’uscita sono inevitabilmente affette da un certo livello di incertezza che a sua volta può essere quantificata da un “intervallo di confidenza’. La stragrande maggioranza delle imprese scientifiche non operano direttamente sulla realtà che pretendono di spiegare ma su una sua “copia” artificiale (laboratori, modelli sperimentali..) che consente un maggior controllo e una vista più profonda allo sperimentatore rispetto alla controparte naturale. Questi ambienti artificiali devono esser preparati con cura per ciò che riguarda materiale di partenza (e.g. colture cellulari attentamente selezionate in termini di tessuto d’origine, ceppo, condizioni di crescita..), strumenti di misura (spettrofotometri, microscopi, traccianti fluorescenti o radioattivi..) e metodologia di analisi statistica (metodi descrittivi e/o inferenziali, indici, modellistica matematica..).

La rilevanza dei risultati dipende in maniera critica dalla congruenza tra questi costrutti artificiali e la realtà di riferimento che si vuole emulare. Gran parte del dibattito tra gli scienziati sui diversi argomenti scientifici, si dipana proprio attorno a questa congruenza. La scienza “funziona” se lo scienziato riesce a trovare la giusta prospettiva che leghi in maniera efficace la costruzione artificiale con il mondo naturale. Per questo motivo la sezione ‘Materiali e Metodi’ è la parte più delicata di un articolo scientifico ed insieme quella che non viene mai divulgata nei media generalisti o nei festival della scienza che per questo motivo perpetuano una immagine profondamente distorta del fare scientifico.

Stabilire un legame tra una realtà inconoscibile in quanto tale e la sua rappresentazione in laboratorio è a tutti gli effetti una “messa in scena’, l’arte teatrale è tutta nel trovare un delicato equilibrio tra testo, scenari, recitazione che riesca a generare una “credibile illusione” di realtà nello spettatore. Il successo di un lavoro teatrale sarà quindi strettamente legato a quanto questa consapevole illusione (allo spettatore viene implicitamente richiesto un certo grado di “sospensione dell’incredulità” per poter apprezzare lo spettacolo) riesca a risuonare con le esperienze di vita ed i sentimenti degli spettatori.



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