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FISICA/ Lo sprint superluminale dei lampi asimmetrici non smentisce Einstein

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Albert Einstein  Albert Einstein
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Nell’esperimento realizzato al NIST i ricercatori hanno inviato all’interno di una cella riscaldata contenente un vapore di atomi di rubidio, un treno di impulsi laser – detti impulsi di “seme” –. della durata ciascuno di 200 nanosecondi (miliardesimi di secondo). Nella stessa cella hanno inviato anche un secondo fascio laser – denominato fascio di “pompa” – avente una differente frequenza. Il vapore (che funge da mezzo non-lineare) amplifica gli impulsi di seme e sposta il loro picco in avanti, rendendoli in questo modo superluminali. Nello stesso tempo i fotoni del fascio di pompa interagiscono anch’essi con il vapore generando un secondo impulso – detto impulso “coniugato” – il cui picco può viaggiare più o meno velocemente della luce in relazione alle impostazioni del laser di pompa. Il risultato finale è stato quello di ottenere impulsi luminosi il cui picco riesce ad anticipare di 50 nanosecondi la luce che propaga nel vuoto.

Una prima applicazione di questa tecnica, che il gruppo di ricercatori americano intende esplorare, riguarda l’utilizzo degli impulsi veloci nell’ambito della cosiddetta “quantum information”, la disciplina che sfrutta l’informazione contenuta negli stati di un sistema quantistico (ad esempio per la realizzazione di computer quantistici). In particolare, il sistema sviluppato al NIST dovrebbe consentire la misura della “discordanza quantica”, un parametro che definisce la quantità di informazione trasportata da due sistemi correlati; nello specifico gli impulsi di seme e quello correlato.



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