BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GEOLOGIA/ Con la matematica dentro le profondità magmatiche dei vulcani

Pubblicazione:

Il vulcano Etna (Infophoto)  Il vulcano Etna (Infophoto)

I processi fisici che avvengono prima, durante e dopo un’ eruzione vulcanica possono essere rappresentati da sistemi di equazioni che esprimono le leggi fisiche fondamentali e il comportamento, spesso molto complesso, dei magmi. L’insieme di queste equazioni costituisce un modello fisico-matematico, che permette di costruire le simulazioni numeriche. «Tali modelli solitamente richiedono un numero enorme di operazioni per essere risolti, e necessitano quindi delle velocità di calcolo offerte dai computer, in particolare dalle architetture di calcolo parallelo. Le soluzioni sono costituite da numeri, che descrivono in ciascuna porzione dello spazio e a ogni tempo considerato, la distribuzione delle grandezze fisiche che caratterizzano i processi studiati (per esempio, pressione, velocità, temperatura, ecc.). Attraverso programmi di visualizzazione tali insiemi di numeri vengono poi trasformati in immagini e filmati che forniscono una visione computerizzata dell’evoluzione dei processi».

Il quadro che ne deriva non dà una previsione magica e deterministica di quanto potrà accadere; è necessario considerare probabilità e incertezze. L’estrema complessità dei processi vulcanici, - osserva ancora Papale - la grande varietà delle condizioni che caratterizzano i magmi all’interno della crosta terrestre, nonché l’impossibilità di osservare direttamente i fenomeni che avvengono in profondità, sono tutte cause di incertezza nella definizione delle quantità e nella valutazione delle possibili evoluzioni del sistema. «Ignorare tali incertezze equivarrebbe a scommettere su un singolo accadimento nel quadro di migliaia o milioni di accadimenti possibili. Ciò evidentemente non è giustificato: al contrario, è necessario valutare tutte le possibili sorgenti di incertezza e combinarle tra loro, attraverso tecniche di analisi statistica e calcolo delle probabilità, fino ad ottenere un quadro probabilistico dei processi attesi; analogamente a quanto si fa in altri campi di ricerca quale ad esempio quello delle previsioni del tempo».

Al progetto NEMOH partecipa anche il Dipartimento della Protezione Civile, che offrirà ai giovani vulcanologi la possibilità di prendere parte, durante periodi di distaccamento presso il proprio centro operativo nazionale, alle attività del Dipartimento nel campo del rischio vulcanico.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.