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IL CASO/ Al CNR misurano la radiazione solare anche se il cielo è nuvoloso

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Sono diversi i settori che potrebbero beneficiare di una più accurata conoscenza della distribuzione spaziale e temporale della radiazione solare al suolo. Per quanto riguarda la ricerca potrebbe beneficiarne la climatologia considerando l’attuale carenza di dati attribuibile alla limitata disponibilità di stazioni a terra. Nel settore industriale la principale ricaduta potrebbe riguardare le smart grid (rete di informazione intelligente che affianca la rete di distribuzione elettrica, ndr). La rapida diffusione di sistemi per la generazione elettrica distribuita da fonte solare (per l'Italia basti considerare i dati del GSE relativi all'incremento registrato tra il 2010 e il 2011) unita agli studi finalizzati a migliorarne in modo significativo i rendimenti, porrà seri problemi di gestione delle reti. Amesis è in grado di fornire un contributo nella messa a punto di strumenti di gestione (dati reali) e previsione da serie storiche (dati statistici). 

L’elaborazione di cartografia accurata consentirebbe un più efficiente utilizzo della risorsa solare sul territorio identificando con maggiore definizione spaziale i siti climatologicamente più idonei alla localizzazione di impianti con diverse tecnologie (PV, BIPV, CPV,STE, CSP, etc.) con un più corretto utilizzo del territorio. Tale discorso vale ovviamente anche per la pianificazione su scala urbana di sistemi di generazione diffusa. Per quanto riguarda l’Italia, la disponibilità di una base dati di 8 anni potrebbe rappresentare un’occasione di revisione dei dati attualmente utilizzati nella progettazione tecnica. 

 

Il modello consente di effettuare previsioni dell’irraggiamento solare locale medio su scale di tempi brevi ma anche insospettabilmente lunghe. Con quale grado di accuratezza e di affidabilità?

 

Il dati del sensore Seviri/MSG utilizzati dal modello sono disponibili dal 2004, quindi è possibile avere stime puntuali dal 2004 ad oggi. Previsioni a lungo termine su una data località sono possibili elaborando le serie temporali orarie, giornaliere o mensili, ovviamente con gli errori che questa metodologia comporta. A breve termine è possibile avere una stima approssimata dell’irradianza a terra partendo dalla previsione di copertura nuvolosa data dal modello. 

 

Quali passi prevedete come sviluppo di questo modello? 

 

Per quanto il risultato raggiunto sia molto promettente, come in qualsiasi settore, siamo solo a un primo passo e l'effettiva operatività del modello su scala richiederà ancora impegno e sarà funzione dell'interesse e risorse a disposizione.  

 

Che impatto ipotizzate possa avere rispetto ai modelli per le previsioni meteorologiche?

 

Riguardo ai modelli meteorologici, gli studi che il gruppo di telerilevamento di nubi e precipitazioni dell’IMAA porta avanti da anni sulle proprietà microfisiche delle nubi, l’individuazione e la classificazione delle stesse, in particolare sulle celle convettive, possono contribuire a migliorare la parametrizzazione delle nubi sia nei modelli climatologici sia in quelli meteorologici a breve (nowcasting) e lungo termine (forecasting)

(Nicola Sabatini)



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