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TERREMOTO/ La Pianura Padana non doveva essere una zona sismicamente tranquilla?

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«Certamente, la conoscenza della distribuzione e della frequenza storica dei fenomeni sismici è un altro parametro importante per aiutarci a stimare la pericolosità e il rischio cui è soggetta una data zona. Ma, ancora una volta, non ci consente di affermare che un terremoto si verifichi oggi o fra cento anni. Ormai sappiamo che quasi tutto il territorio italiano è simicamente attivo, ma questo può solo spingerci a incentivare i monitoraggi e le costruzioni antisismiche».

L’opinione di Chiarabba sulla situazione italiana da questo punto di vista non è poi così negativa. «Certo, dipende dalle zone. Ma ormai sono molti gli edifici realizzati con criteri di sicurezza che possono resistere a un sisma di intensità come quello di sabato scorso, cioè intorno a un valore di magnitudo 6. Ovviamente questo non si può dire per gli edifici storici, che in Italia hanno una concentrazione elevata e richiederebbero una cura speciale».

E per i prossimi giorni cosa dobbiamo aspettarci? «Attualmente c’è una sequenza di repliche con decorso variabile. È presto per capire se dureranno poco o se si protrarranno di più. Non posso escludere che alcune repliche possano essere attivate da eventi più forti. Quindi non bisogna diminuire l’attenzione».

 

(Mario Gargantini)



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