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GEOLOGIA/ Quando i gas serra vengono dalle profondità della crosta terrestre

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In Alaska i seeps sono apparsi in superficie a seguito dello scioglimento dei ghiacciai  In Alaska i seeps sono apparsi in superficie a seguito dello scioglimento dei ghiacciai

Si è trattato di un’operazione di raccolta e analisi di così di una mole ingente di dati, che Etiope descrive con una certa soddisfazione: «Sempre in riferimento ai dati globali, direi che c'è voluto ovviamente molto tempo, molte indagini sul terreno, la collaborazione di altri ricercatori stranieri. Non abbiamo incontrato particolari problemi specifici, se non quello di raggiungere delle aree a volte remote, lontano da centri abitati».

Quanto alla natura di queste emissioni è importante distinguere. Il metano delle wetlands è un gas “biologico” prodotto in tempi recenti da microbi specializzati (metanogeni); il metano “geologico” è invece quello prodotto in passate ere geologiche dalla degradazione della sostanza organica in rocce più o meno profonde e accumulatosi nei giacimenti petroliferi e di gas naturale; tale gas può migrare verso la superficie terrestre lungo spaccature (faglie, fratture) della crosta terrestre.

Gli studi di Etiope hanno dimostrato che queste risalite naturali di gas sono più diffuse e abbondanti di quanto sia mai stato previsto, con flussi di gas in atmosfera spesso superiori a quelli prodotti dai processi biologici.

«L'Alaska è solo una delle numerose aree dove esistono seeps petroliferi: in tutto il mondo ne esistono migliaia (forse più di 10.000), in Alaska sono stati contati solo 70 siti.

Ve ne sono tantissimi in Italia (in tutte le aree petrolifere, dalla Pianura Padana, lungo la costa adriatica fino in Sicilia), in Romania, in Ucraina, Russia, Grecia, Turchia, ovviamente nel medio oriente, in Usa, America latina, insomma ovunque ci sono giacimenti di petrolio».

La storia dell'Alaska è stata pubblicata su Nature solo perché i seeps sembrano essersi sviluppati a seguito del ritiro dei ghiacciai (per motivi geologici particolari); dunque, se il ghiaccio si scioglierà ulteriormente, l'emissione può aumentare influenzando in teoria la concentrazione di metano in atmosfera e quindi il clima. «Questo è però un concetto utilizzato per fare “sensazionalismo” (come piace a Nature), più che un dato scientifico verificato. Ciò che sappiamo è che, attualmente, l'emissione di metano geologico dall'Alaska è molto meno di un milione di tonnellate l'anno, mentre l'emissione globale di metano geologico è di almeno 60 milioni di tonnellate l'anno (la seconda fonte naturale dopo le wetlands)».



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