BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CERN/ Una bellezza vestita da quark spunta dalle collisioni nel superacceleratore

Pubblicazione:

Il CMS al Cern di Ginevra  Il CMS al Cern di Ginevra

Quello che si è appena concluso è stato un mese di aprile alla grande per il superacceleratore LHC del Cern di Ginevra; e ciò è di buon auspicio per un anno che si preannuncia importante, forse decisivo, per la caccia al non più sconosciuto “bosone di Higgs” e per l’apertura di nuove frontiere nella fisica delle particelle.

All’inizio del mese il programma di fisica del 2012 di LHC aveva ripreso a correre e lo aveva fatto registrando un record: quello della massima energia nelle collisioni, avvenute a 8 Teraelettronvolt (TeV) grazie allo scontro frontale tra fasci di protoni ciascuno a 4 TeV; nessuna macchina finora aveva operato con quelle energie. Dopo i primi scontri con pochi pacchetti di particelle (bunch), il numero di bunch è aumentato progressivamente fino a raggiungere le condizioni alle quali LHC lavorava alla fine del 2011. Il numero dei protoni presenti in ognuno dei pacchetti che costituiscono i fasci ha raggiunto la capienza massima di 1380 e la luminosità, cioè la quantità di collisioni nel tempo, è ormai all’80 per cento di quella raggiunta l’anno scorso.

In base a quanto era stato annunciato in febbraio dal Cern Machine Advisory Committee (CMAC), lo spazio tra i bunch rimarrà quello dei 50 nanosecondi del 2011, mentre si punta a triplicare un altro parametro, il cosiddetto inverse femtobarn (un indicatore del numero di collisioni fra particelle) che nelle collisioni protone-protone dei due esperimenti più grandi ATLAS e CMS arriverà a quota 15. Inoltre, in questi due esperimenti i fasci sono stati “strizzati” del 30 per cento (da un diametro di 30 a uno di 20 milionesimi di metro).

I fisici e gli ingegneri sono particolarmente soddisfatti di queste performance, anche perché sono state raggiunte in tempi rapidi: in sole due settimane di operazioni con fasci stabili, LHC ha raggiunto la massima densità prevista per tutto il 2012. A metà aprile ha anche raggiunto il picco massimo di luminosità, doppiando il risultato del 2011: 3.9 × 1033 collisioni per centimetro quadro per secondo (cioè circa 4 milioni di miliardi di miliardi di miliardi).

Intanto, mentre nei 27 chilometri dei tunnel di LHC si raggiungevano questi traguardi, i fisici riuscivano a trarre dai dati raccolti lo scorso anno risultati altrettanto lusinghieri. Questa volta è stata la collaborazione CMS ad annunciare le novità. CMS (Compact Muon Solenoid) lo ricordiamo, è un rivelatore di particelle che ha come scopo principale quello di dimostrare l’osservazione sperimentale del bosone di Higgs e di altre nuove particelle; è il più grande solenoide superconduttore al mondo ed è stato costruito per misurare con grande precisione muoni, fotoni e elettroni.



  PAG. SUCC. >