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TERREMOTO EMILIA/ Anomalia italiana: l’edificio è “a norma” ma non regge un sisma “prevedibile”

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Come sopra accennato, è senz’altro possibile progettare interventi di adeguamento statico e sismico anche di elevata raffinatezza, per offrire soluzioni mirate ed efficienti alla vasta gamma di problemi che possono manifestarsi in strutture pluricentenarie: dall’insufficiente resistenza degli elementi portanti, alla scarsa duttilità, alla mancanza di confinamento, all’insufficiente portanza fondale, al disassamento degli elementi verticali, alla fragilità delle murature.

Tuttavia, per gli edifici monumentali siamo in presenza di criteri di progettazione completamente diversi da quelli moderni; inoltre la documentazione storica disponibile non chiarisce il loro stato di conservazione, né ci dà indicazioni precise sulle caratteristiche dei materiali. Non è pertanto pensabile che possano esistere modalità di intervento standardizzate e tutto è demandato alla sensibilità e alla bravura dei progettisti e restauratori. A titolo esemplificativo, si può procedere con la cerchiatura di pilastri (solitamente mediante elementi in acciaio a secco per limitare l’invasività), contenere le murature mediante catene e tiranti in acciaio, migliorando così la risposta sismica globale, rinforzare le fondazioni, consolidare le murature a mezzo di reti elettrosaldate e malte da iniezione, iniettare le fessure negli elementi strutturali …

Ci sono esempi virtuosi?

Esistono senz’altro molti esempi virtuosi identificabili in quei Paesi da sempre abituati a fare i conti con l’elevata o elevatissima sismicità del suolo, primi fra tutti il Giappone e gli Stati Uniti. Qui le strutture, anche gli edifici alti ed altissimi nel nostro Paese ancora poco diffusi, sono progettate per resistere ad elevate sollecitazioni sismiche senza mettere in pericolo la sicurezza degli occupanti, ma manifestando solo danni locali (fessurazione di partizioni, rottura di serramenti ...): pertanto anche durante eventi sismici di intensità pari a due volte quella dell’evento del 29 maggio, gli occupanti restano all’interno degli edifici e, terminata la scossa, riprendono le normali attività. Ciò dimostra che, sebbene non sia possibile progettare una struttura assolutamente sicura nei confronti di qualsiasi sisma, è tuttavia  possibile progettare una struttura che sopporti sismi molto intensi senza danni per gli occupanti. 

Ovviamente, non stiamo parlando di misure a buon mercato



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