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AMBIENTE/ In Trentino c’è chi legge la storia antica nei tronchi degli abeti

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Foto: Ivalsa-CNR  Foto: Ivalsa-CNR
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Abbiamo già ottenuto dei risultati che reputo assolutamente di tutto rilievo. Ad esempio, prima di questo progetto, che è portato avanti in collaborazione con il Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento, le cronologie disponibili per l’ abete rosso arrivavano al massimo a circa 600 anni. Oggi siamo già a 1860 anni di estensione a partire da oggi, arrivando a metà del II sec. d. C. Lo stesso vale per le altre specie, anche se per ora stiamo focalizzando l’attenzione sull’abete rosso.

Come si svolge la ricerca dendrocronologica sul campo?

Sul campo, ovvero per la raccolta del materiale di origine subfossile, occorre rispondere ad ogni situazione con soluzioni differenti. A fronte di contesti che possono essere risolti con i consueti carotaggi, abbiamo avuto situazioni in cui si è dovuto ricorrere a immersioni in alta quota, recuperando il materiale con verricelli.

Chi fa i lavori più innovativi in questo campo?

È difficile rispondere, perché la dendrocronologia si è subito divisa in molteplici sottodiscipline a seconda del campo di applicazione. Come accennato, le più importanti sono: la dendroecologia, la dendroclimatologia, la dendroprovenienza - che si occupa di stabilire la più probabile origine geografica dei legnami archeologici - la dendroglaciologia, la dendropirocronologia, la dendrochimica … Ogni ambito ha gruppi di ricerca molto forti: ad esempio gli americani sono molto avanti per le ricostruzioni climatiche e nello studio della dendropirocronologia (lo studio degli incendi attraverso gli anelli del legno). In Italia abbiamo ottimi gruppi per lo studio dell’ecologia.

Che cosa pensa dell'attuale rinnovarsi dell'attenzione nei riguardi del legno come materiale da costruzione?

È decisamente un settore che sta avendo un forte interesse generale. Basti dire che i nostri progetti più grandi a livello di istituto sono proprio in questo ambito.

Da ultimo: ritiene che le attività umane siano migliorate quanto alla difesa e al rispetto delle popolazioni vegetali?

Non credo di saper rispondere a questa domanda. Ad esempio, il Trentino è una delle regioni più avanti in fatto di certificazione ambientale. Alcune produzioni di legname della Val di Fiemme sono certificate ormai da tempo. Questa è forse la strada giusta da seguire, anche se è difficile immaginare di poter applicare le stesse norme al di fuori della nostra realtà. Mi riferisco ai paesi in via di sviluppo o a quelli, come la Cina, in grado di movimentare masse di legname enormi, provenienti da tutto il mondo, senza troppe premure riguardo al rispetto delle specie vegetali.

 

(a cura di Nicola Sabatini)



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