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MEDICINA/ Suggerimenti per nuove terapie dallo studio dei batteri primordiali

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In un recente articolo pubblicato da Science i ricercatori americani della Case Western Reserve University School of Medicine and University Hospitals Case Medical Center di Cleveland affermano che la S-nitrosilazione proteica è una reazione metabolica presente anche nelle cellule batteriche di Escherichia coli.

Gli scienziati hanno osservato che E. coli produce ossido nitrico. Esso deriva dalla respirazione anaerobica che i batteri svolgono in un ambiente privo di ossigeno e in un mezzo di coltura in cui vi sono molecole di nitrato, utilizzate come fonte energetica. Tutto questo processo è controllato dal fattore trascrizionale OxyR, che in precedenza si pensava agisse solo in condizioni aerobiche provocando reazioni di ossidazione. Inoltre in E. coli i ricercatori americani individuano 150 geni coinvolti nella produzione dell’SNO e l’osservazione dei ceppi batterici mutati in questi geni rivela che nei batteri vi sono danni cellulari paragonabili a quelli osservati nelle cellule umane colpite da diverse patologie.

Riassumendo questi recenti studi dimostrano che i batteri producono ossido nitrico e lo usano come molecola segnale, inoltre la S-nitrosilazione è un importante protagonista della respirazione anaerobica su substrati ricchi di nitrati. La comprensione della regolazione di tale processo in E. coli è di particolare interesse anche perché potrà porre le basi per lo sviluppo di nuovi antibiotici e di nuovi farmaci per la cura del cancro, di malattie cardiache e celebrali. Considerando questa scoperta sul piano evoluzionistico si può affermare che il meccanismo di comunicazione cellulare, mediato dal rilascio di ossido nitrico, si è mantenuto e conservato in un arco di tempo di miliardi di anni, a partire dagli esseri viventi primordiali (procarioti) fino a quelli superiori come l’uomo.



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