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PREISTORIA/ Cronaca di un’estinzione (quasi) annunciata

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Lo scheletro di un tirannosauro  Lo scheletro di un tirannosauro

Sebbene questo taxon animale venga spesso considerato come un insieme pressoché omogeneo di forme di vita, la diversità di adattamenti che in esso si possono riscontrare è davvero notevole. Nel tardo Cretaceo erano presenti centinaia di specie viventi, differenziate enormemente per abitudini alimentari, morfologia e taglia. È proprio merito di questa variabilità se i dinosauri hanno potuto mantenere il loro dominio sulla Terra per ben 150 milioni di anni. A una maggiore diversità corrisponde infatti una maggiore capacità di adattarsi all’ambiente e di dare origine a nuove specie, mentre i gruppi più omogenei risultano essere più esposti al rischio di estinzione nel lungo periodo.

Appare a questo punto ovvia l’importanza che riveste la determinazione del grado di variabilità all’interno del taxon.  Per monitorarla gli studiosi hanno preso in considerazione sette gruppi di dinosauri di particolare interesse. Per ognuno di questi è stato calcolato un indice di diversità morfologica basato su un’ampia gamma di caratteristiche della struttura scheletrica. Sono state esaminate quasi 150 diverse specie.

I risultati denotano per i piccoli erbivori (Anchilosauri e Pachicefalosauri), i carnivori (Tirannosauri e Coelurosauri) e i grandi erbivori con limitate capacità masticatorie (Sauropodi) un livello di variabilità pressoché stabile nel corso dei 12 milioni di anni precedenti l’estinzione mentre per Adrosauri e Ceratopsidi si rileva un calo di diversità. Riguardo gli Adrosauri la variabilità è legata alla zona geografica considerata. Questo gruppo infatti mostra in Nord America un calo di diversità morfologica mentre ha una tendenza opposta nella regione asiatica.

La ricerca effettuata ha dimostrato come il tardo Cretaceo non fosse un’epoca di fissità evolutiva, al contrario vi era un susseguirsi di specie e di adattamenti. Tale contesto ricco di sfaccettature presenta i grandi erbivori come gruppo sfavorito e indirizzato al declino di lungo termine, almeno per quanto riguarda l’America settentrionale.



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