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SPAZIO/ Guardare la Luna per vedere la macchia di Venere sul Sole

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Foto: NASA, ESA, and A. Feild (STScI)  Foto: NASA, ESA, and A. Feild (STScI)
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Tuttavia in questo caso ci sono anche motivazioni scientifiche ben precise. Già in passato il passaggio di Venere sul Sole ha animato la comunità astronomica e, pur con strumenti meno sofisticati, è stato utilizzato come situazione ideale per ottenere dati utili per calcolare le distanze nel Sistema solare. In particolare, la distanza media Terra-Sole, adottata ufficialmente come Unità Astronomica il cui valore nel 1976 è stato definito in 149.597.870 km.

Ora però uno dei temi di massimo interesse per gli astrofisici è la ricerca di eventuali forme di vita extraterrestre e l’attenzione si concentra sulle atmosfere di pianeti e satelliti sia del nostro sistema solare che dei tanti altri che stanno spuntando nei cataloghi astronomici. Anche l’atmosfera di Venere è sotto controllo, benché sia già del tutto chiaro che si tratta di un ambiente per nulla adatto ad ospitare la vita; il suo studio però è utile per conoscere meglio l’evoluzione planetaria e, dopo alcune missioni passate, ora c’è un satellite europeo, Venus Express, con un ampia presenza italiana, che la sta scrutando da vicino.

Le prossime osservazioni “a specchio” avranno quindi un’utilità indiretta: costituiranno un test sperimentale per mettere a punto un metodo di osservazione che potrebbe poi essere utilizzato in altri contesti. Infatti, della luce solare riflessa dalla Luna Hubble cercherà di isolare la frazione che passa attraverso l'atmosfera venusiana: da lì ricaverà informazioni sulla composizione chimica atmosferica del pianeta. Sono dati già noti per altra via ma in tal modo sarà possibile testare il metodo per poi applicarlo per analizzare l'atmosfera dei pianeti giganti che si trovano fuori del nostro Sistema Solare quando passano di fronte alla loro stella. Venere, per dimensioni, posizione e tipo di atmosfera è un ottimo banco di prova per la nuova tecnica di indagine.

Lasciando agli astrobiologi la successiva analisi dei risultati, ci si può chiedere chi, oltre ad Hubble, potrà osservare il singolare passaggio la notte tra il 5 e il 6. Tutti, dagli schermi dei computer, collegandosi con vari siti a partire da quello dedicato (www.transitofvenus.org). La visione diretta – ovviamente con le dovute precauzioni per proteggere gli occhi – sarà possibile interamente solo dal Pacifico occidentale, dall’Asia orientale, dall’Australia e alle alte latitudini; per la maggior parte dell’Europa il Sole sorgerà alle 6 quando il fenomeno sarà nelle sue fasi conclusive. In ogni caso comunque quello che si vedrà sarà poco più che un puntino trenta volte più piccolo del disco del Sole.

In Italia la mattina del 6 giugno il Sole sorgerà alle 5:18 a Lecce e alle 5:43 a Torino: la macchiolina di Venere inizierà a uscire dal bordo del Sole nascente  alle 6:38: quindi ci sarà più o meno un’ora per gustarsi la scena.

 

 

 



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