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PROTAGONISTI/ Leonardo, curioso osservatore dei fenomeni terrestri (terremoti compresi)

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Un dettaglio dello Studio di macchina per sollevare l'acqua contenuto nel Codice Atlantico  Un dettaglio dello Studio di macchina per sollevare l'acqua contenuto nel Codice Atlantico

L’approccio vinciano agli studi sulla Terra, come emerge dai fogli del Codice Atlantico, considera gli elementi connessi alla sua forma, dimensione e relazione con altri corpi celesti. Si rifà ai modelli consolidati del tempo, ma resta sempre quell’uomo curioso che sappiamo ed è anzitutto un osservatore e uno sperimentatore. «Quando affronta lo studio della terra - afferma la Capurro - si pone in un atteggiamento in primo luogo di osservazione e misurazione, in un’ottica che potremmo definire più propriamente geografica. Quando invece approfondisce aspetti delle scienze geonomiche, lascia emergere un’attenzione specifica all’osservazione integrata a considerazioni intuitive, secondo un metodo che appare molto affine agli studi nostri contemporanei di scienze della Terra». Alcuni fogli presentano descrizioni dettagliate e precise, ad esempio, di luoghi e percorsi lombardi che attestano la constatazione diretta e sperimentale da parte dell’autore.

L’elemento della Terra maggiormente presente nei suoi scritti è l’acqua. Leonardo è legato alla concezione dell’esistente costituito dalla varia combinazione dei quattro elementi e, pertanto, gli studi sull’acqua abbracciano tutta la sfera dello scibile sull’elemento: dalla descrizione alle proprietà, dai comportamenti dinamici al suo ciclo in pioggia, fiumi, laghi e mari per arrivare infine a considerare il suo uso anche attraverso creazione di strumenti per controllarlo.

Se l’acqua è l’elemento principale, nell’orogenesi e nella creazione e modificazione delle rocce, Leonardo non trascura l’intervento dell’aria nella quale riconosce profonde analogie con l’acqua nelle sue proprietà dinamiche e, di conseguenza, anche nei suoi effetti sulla trasformazione della terra. Un’annotazione a parte meritano le ricerche degli ultimi anni riguardanti i cosiddetti “diluvi”, dove studio scientifico e pittorico vanno a fondersi in un esito del tutto straordinario quanto difficilmente classificabile.

Non manca neppure un riferimento alla nostra più drammatica attualità, col tema dei terremoti. All’epoca c’era stato un sisma spaventoso a Rodi e l’artista-scienziato aveva ricevuto un’eco del disastro. Anche lui, come i nostri geofisici, si rende conto della difficoltà della scienza a dare risposte soddisfacenti. Dalla sua ha però una chance: dipingere il fenomeno, ricondurre tutto alla pittura, alla rappresentazione artistica. Qui, il conflitto degli elementi inizia a essere ricondotto in unità.



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