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MALATTIE TROPICALI/ L’infettivologo: ecco perché il Chagas non è la nuova Aids

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Il nastro rosso anti-Aids  Il nastro rosso anti-Aids

Sempre secondo l’esperto del San Raffaele, a differenza del Chagas, “l’Hiv nasce come malattia cronica evolutiva e consuma progressivamente le difese immunitarie dell’organismo. Sul piano della dinamica delle manifestazioni cliniche qualche analogia esiste, mentre sul piano delle cause patogene Aids e Chagas sono completamente differenti. Il Chagas inoltre provoca una cardiopatia dilatativa cronica, mentre con l’Aids ciò avviene soltanto in alcuni casi quando è associata ad agenti infettivi che interessano anche il miocardio”.

 

Sono altre le malattie infettive cui Lazzarin pensa quando si tratta di compiere dei parallelismi con l’Hiv. “Tra le grandi epidemie paragonabili all’Aids che minacciano l’umanità c’è la dengue, per la gravità dei suoi effetti – rivela l’infettivologo -. Mentre come dimensioni l’Hiv, che colpisce 40-50 milioni di persone, è accostabile alle pandemie di influenza. Sono queste ultime quelle che dobbiamo temere di più, in quanto provocano ogni anno una serie di morti tutt’altro che irrilevante. L’influenza ha una mortalità dell’1 per mille che, moltiplicato per centinaia di milioni di persone colpite, crea un numero di vittime davvero consistente. Per non parlare delle nuove pandemie come la suina e l’aviaria, che hanno percentuali di mortalità che arrivano al 10%”.

 

(Pietro Vernizzi)



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