Scienze
martedì 26 giugno 2012
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“Le sonde Voyager sono i rappresentanti attivi più lontani dell’umanità e del suo desiderio di esplorare”: queste parole chiudono il lancio di agenzia della Nasa per segnalare l’ennesimo risultato raggiunto dalla missione Voyager.
Si sta infatti approssimando sempre più il momento in cui la più lontana delle due famose sonde lascerà la zona di influenza del nostro Sole per entrare definitivamente nello spazio interstellare. È un traguardo storico ed estremamente significativo: dopo 34 anni di silenzioso viaggio attraverso il sistema solare e poi verso i suoi confini, la missione Voyager sta per giungere alle vere Colonne d’Ercole dei nostri dintorni cosmici, uscendo dalla “bolla” dentro la quale si trova il Sistema Solare. Da lì in avanti anche dal punto di vista gravitazionale il Sole avrà un’influenza pressoché irrilevante.
Delle due sonde, la numero 1 è la più distante dalla Terra, a circa 18 miliardi di chilometri, mentre l’altra si trova attualmente a poco meno di 15 miliardi di chilometri. Il segno di questo approssimarsi è il cambiamento delle caratteristiche delle regioni di spazio nella quale ora si trovano le Voyager. Le sonde, infatti, rilevano un numero molto maggiore di particelle cariche - i raggi cosmici - che hanno origine da esplosioni di supernovae avvenute nei nostri dintorni spaziali.
Il fenomeno dell’aumento dei raggi cosmici rilevati non è una novità dell’ultima ora: negli ultimi tre anni, infatti, e precisamente dal gennaio 2009, i ricercatori del JET Propulsion Laboratory, sede del controllo della missione Voyager, hanno potuto apprezzare come il numero di particelle rilevato dal Voyager 1 sia salito di una percentuale molto importante: il 25%. Dal 7 maggio di quest’anno, invece, l’incremento è stato a dir poco vertiginoso, arrivando al 9%.
Ci si chiederà perché proprio questo dato sia indicativo del fatto che Voyager sia ai confini della regione sottoposta all’influenza Solare. Ci viene in aiuto la fisica del Sole. La nostra stella infatti, genera nello spazio intorno a sé un vento di particelle, il vento solare, che in qualche modo - ancora non del tutto compreso -, funge da schermo per le particelle cariche provenienti dalle regioni più esterne. Tale immensa bolla di plasma in espansione di forma irregolare è chiamata eliosfera. Pur avendo una densità inferiore rispetto al mare di particelle in movimento esterne al sistema solare, il vento solare riesce a schermare l’ingresso dei raggi cosmici non solari al suo interno.
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