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SPAZIO/ I gemelli kepler: due pianeti troppo diversi per essere così vicini

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Lo studio di kepler-36 è facilitato dal fatto che la stella subisce periodiche pulsazioni: dal loro esame gli astronomi riescono a ricavare dimensioni, massa ed età della stella e da queste possono dedurre dimensioni e masse dei pianeti. Ed ecco la seconda sorpresa. il pianeta più interno, denominato kepler-b, risulta essere roccioso e soggetto a terremoti e vulcanismo; è grande una volta e mezzo la Terra ed è più denso. Al contrario l’altro, kepler-c, ha le dimensioni del nostro pianeta ma è molto meno denso, quasi gassoso. Per darne un’immagine suggestiva gli astronomi dicono che uno è una super Terra, l’altro è un caldo Nettuno.

La differenza di densità tra i due è notevole, quasi un fattore otto, e per giunta i due sono molto vicini. L’insieme dei due fattori delinea una situazione totalmente nuova, che costringe gli astronomi a rivedere i modelli di formazione planetaria. È abbastanza normale infatti che in un sistema planetario ci sia una diversa collocazione dei corpo più densi e di quelli gassosi: nel nostro sistema, ad esempio, quelli rocciosi, come noi, arrivano a Marte, poi iniziano i gassosi, oltre la sfascia degli asteroidi.

Ora quindi si dovranno intensificare gli studi per spiegare l’apparente anomalia. Come sempre nella scienza, nuove osservazioni spalancano scenari imprevedibili: alla bellezza dei nuovi spettacoli celesti si accompagna il sorgere di nuove domande, in un’esaltante avventura di conoscenza.

 

(Michele Orioli)

 

 



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