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CERN/ Si avvicina l’Higgs-day, tra rumors e prudenza. E qualche sorpresa

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Se così fosse, l’annuncio di Melbourne segnerebbe la conclusione di una lunga caccia. Iniziata, sulla carta nel 1964, quando Peter Higgs ha formulato l’ipotesi di una particella del tipo dei bosoni necessaria per completare il cosiddetto Modello Standard, che ordina in un quadro coerente e compatto i componenti fondamentali della materia e le interazioni che ne governano l’evoluzione. E iniziata sperimentalmente dapprima presso l’acceleratore Tevatron del Fermilab di Chicago e poi, dal 2008 , a Ginevra con LHC.

La parola conclusione però non è tra le più gradite dagli scienziati. Infatti quello che verrà annunciato nel seminario del 4 luglio più che concludere una fase potrebbe rappresentare un nuovo inizio. Siamo sempre a livello di rumors, ma sono insistenti le voci secondo le quali la particella di Higgs catturata dai fisici di LHC non sarebbe del tipo previsto dal Modello Standard bensì poterebbe un primo indizio a favore del modello teorico detto delle supersimmetrie. Da diversi anni alcuni fisici teorici hanno proposto ed elaborato questo modello che permetterebbe di spiegare alcuni fenomeni che non tornano nella nostra conoscenza dell’infinitamente piccolo. Il modello supersimmetrico ha avuto alti e bassi e ultimamente sembrava destinato al declino.

Ora però potrebbe essere il Modello Standard a richiedere una ristrutturazione e forse un pre-pensionamento. Sarebbe una notizia sensazionale. Ma non troppo per gli scienziati del Cern, che non hanno mai ristretto gli obiettivi dei loro esperimenti al solo bosone di Higgs e hanno più volte segnalato la sovrabbondanza dei risultati sperimentali che contenevano più risposte di quanto ci si aspettasse.

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