BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

INTELLIGENZA ARTIFICIALE/ Tanti progettisti (umani) per la Formula 1 dell’informatica

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Fotolia  Fotolia
<< Prima pagina

Dall’idea di una replica totale si è passati allo sviluppo circoscritto di “sistemi esperti” in ambiti ben definiti. Insomma è nata e si è sviluppata in qualche modo l’idea - molto pratica, che ha portato innovazioni e migliorie in molti campi della scienza e della tecnologia - che questo campo di ricerca consenta la creazione di sempre più sofisticate protesi delle nostre capacità in ambiti precisi. Non automi dotati di una qualche coscienza e libertà artificiale, che si possano adattare a ogni situazione, ma, in quanto protesi, macchine evolute e sempre controllate dal loro creatore.

Un esempio eccezionale sono stati gli ultimi robot mandati su Marte: in un ambiente sconosciuto hanno saputo adattarsi e portare a termine innumerevoli azioni. Ma in fondo il “governo” cosciente di quello che stava avvenendo era ancora qui, sulla Terra. Ed era un uomo, termine di un processo evolutivo imprevedibile e stupefacente, che ha portato all’emergere di una struttura cerebrale unica e irriproducibile, capace di interfacciarsi con il mondo esterno attraverso modalità -loro sì - incredibilmente sofisticate, che permettono agli esseri più evoluti di apprendere e farsi una raffigurazione efficace del mondo che li circonda.

Ma allora, se l’obiettivo utopico iniziale si è come perso nella nebbia, costringendoci a ripiegare su ambiti più ristretti, perché studiare ancora l’Intelligenza Artificiale? Certamente ha ragione Colombetti, quando argutamente dice che “è un po’ come chiedersi perché costruire auto di Formula 1. Attraverso le innovazioni che si inventano in F1, tutta la filiera automobilistica più o meno lentamente si rinnova e migliora. L’AI è la Formula 1 dell’informatica”. Ma c’è sicuramente di più: indagare le possibilità dell’AI consente il rinnovarsi della scoperta di quanto sia straordinario irriproducibile il punto di partenza, cioè noi stessi, esseri intelligenti, e di come la nostra struttura consenta a noi stessi di vivere coscientemente questa straordinarietà, cosa che nessun automa, robot o computer potrà mai fare. E il bello è che è scientificamente provato...

 

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.