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TERREMOTO/ I sussulti della terra si misurano dal cielo

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Il sistema utilizza una tecnica denominata Interferometria Differenziale con la quale è possibile misurare spostamenti del terreno, anche dell’ordine dei centimetri, utilizzando immagini radar acquisite prima e dopo un evento sismico. Come risultato si ricava il cosiddetto interferogramma, cioè una mappa di deformazione espressa in termini di cicli di colore. 
Grazie alle informazioni satellitari è stato così possibile avere un quadro della situazione dell’area colpita dal sisma e, almeno per una parte dell’area, rilevare un sollevamento del terreno per un valore massimo di circa 15 centimetri; un dato coerente con quelli sismologici.
Purtroppo il sistema non è in condizioni di fornire dati utili per analisi inteferometriche che coprano tutta la zona terremotata della Pianura Padana; inoltre Cosmo SkyMed è un sistema duale, nel quale la parte della Difesa ha la priorità e che quindi in diverse fasi della sua attività non è disponibile per usi civili. 
Ci sono comunque altri satelliti in grado di acquisire dati SAR e fra qualche tempo, forse già dall’anno prossimo, arriverà un’altra generazione di satelliti europei in grado di contribuire considerevolmente a studiare e a tenere d’occhio la Terra: è la serie dei satelliti Sentinel, cinque tipi di satelliti specializzati per specifiche applicazioni, tra le quali i Sentinel-2, con un sensore multispettrale ad alta risoluzione per il monitoraggio del suolo, della vegetazione, delle aree costiere e per la gestione di emergenze. 
 

(Michele Orioli)



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