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VENERE/ Il pianeta transita davanti al Sole. La prossima volta? Tra 105 anni (video)

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Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Uno spettacolo unico che ha appassionato esperti e curiosi di tutto il mondo. Venere è passato davanti alla Terra nella notte tra martedì e mercoledì, un fenomeno così raro che adesso potrà essere visibile solamente tra 105 anni, nel lontano 2117. Le buone condizioni meteorologiche presenti in Italia hanno permesso di osservare limpidamente questo storico passaggio, iniziato alle 5.30 del mattino, ma l’evento ha fatto alzare lo sguardo al cielo i cittadini di tutto il mondo, dall’Asia fino all’America e all’Australia. Un puntino nero ha attraversato interamente per ben sei ore e 40 minuti tutto l’arco solare, non provocando ovviamente gli stessi effetti del passaggio della Luna che, pur essendo sei volte più piccola di Venere, è molto più vicina alla Terra. I primi in Italia a vedere il transito di Venere sono stati i cittadini della costa adriatica, dalla quale il fenomeno è stato visibile dalle 5.30. L’evento ha così coinvolto ricercatori e appassionati che neanche il terremoto delle 6.08 è riuscito a distogliere lo sguardo dal cielo. Oltre lo spettacolo in sé, un passaggio del genere è stato anche molto utile per diversi scopi scientifici, che mirano ad allungare ancora di più lo sguardo e cogliere la presenza di altri pianeti extrasolari. In questo modo potrebbe infatti essere possibile scoprire nuovi corpi celesti intorno ad altre stelle della galassia, e per fare questo si tenta di misurare l’attenuazione della luce nel momento in cui un pianeta effettua il suo passaggio. In passato, invece, si tentava in ogni modo di seguire questo fenomeno per capire soprattutto quanto potesse essere lontano il Sole e quanto invece fosse grande il sistema solare. L’evento avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì è stato ovviamente seguito da tantissimi osservatori ma anche dal telescopio spaziale Hubble che, puntato verso la Luna, l’ha utilizzata come fosse uno specchio. In Italia si sono invece resi operativi gli osservatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) di Trieste, Padova, Bologna, Catania e Palermo.   



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