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SOLE/ Venere (e il favore del meteo) ci regalano la misura precisa del disco solare

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Gli osservatori solari cinesi erano nelle condizioni ottimali per ottenere dati utili per la misurazione del diametro solare da questo transito, con una calibrazione assoluta data dalle effemeridi, e consentendo una precisione senza precedenti.

C’erano, ovviamente, alcuni problemi pratici da considerare; ma non erano irrisolvibili. Il fenomeno della goccia nera, cioè della apparente deformazione del disco di Venere, influisce sulla valutazione degli istanti di contatto interno ed esterno tra il disco planetario e il lembo solare. La goccia nera e gli effetti del seeing (cioè lo sfuocamento dovuto all’atmosfera terrestre ) si possono superare fittando (cioè sovrapponendo), con due archi di cerchio sia per Venere che per il Sole, la parte non distorta dell'immagine. Erano anche da prendere in considerazione le correzioni delle effemeridi dovute alla rifrazione atmosferica.

La determinazione del diametro planetario è soggetta alla cosiddetta Point Spread Function del telescopio, ovvero la sua funzione di risposta a una sorgente puntiforme posta all'infinito, combinata secondo il procedimento della convoluzione con la funzione di oscuramento del lembo solare. Nel caso di Venere, c'è anche l'atmosfera a complicare le cose, con il suo particolare “effetto aureola”. Gli studi sull'aureola di Venere, se fatti con immagini ad alta risoluzione, sincronizzate col Tempo Coordinato Universale (UTC, cioè l'ora di riferimento internazionale), possono essere utili per fare misurazioni del diametro solare, una volta che la posizione delle osservazioni sono conosciute con le coordinate GPS.

Oggi gli istanti di tangenza tra lembo solare e disco del pianeta possono essere recuperati dalle foto, lontano dalle condizioni per cui opera il fenomeno della goccia nera. È possibile estrapolare in UTC il tempo in cui la goccia nera è massima, usando fotografie cronodatate, fatte ogni secondo attorno agli stadi intermedi di ingresso e di uscita. Per il transito di Venere come per tutti gli altri fenomeni di occultazioni asteroidali e lunari la sincronizzazione degli orologi con il tempo universale coordinato UTC al centesimo di secondo è molto importante. 



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