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NEUROSCIENZE/ Tocco, dunque vedo

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Immagine osservata sui soggetti studiati  Immagine osservata sui soggetti studiati

Per lungo tempo le diverse modalità sensoriali sono state indagate separatamente e considerate indipendenti, poiché deputate all’analisi di forme di energia fisica specifiche. Per esempio: la luce per la vista, la pressione cutanea per il tatto, le onde sonore per l’udito. Negli ultimi decenni, invece, l’attenzione si è sempre più spostata sullo studio delle interazioni tra le diverse modalità sensoriali. Raramente nella quotidianità ci troviamo di fronte a oggetti animati con caratteristiche percepibili da una sola modalità sensoriale. Per la maggior parte del tempo, siamo circondati da informazioni che ci giungono in più modalità percettive, le quali non si sommano semplicemente, ma interagiscono tra di loro durante l’elaborazione del fenomeno percepito. Perciò la conseguenza logica è quella di studiarle nella loro interazione, poiché il continuo flusso di informazioni, ottenuto dalle varie modalità sensoriali, genera una percezione definita multisensoriale.

Bolognini e Maravita, studiosi proprio di percezione multisensoriale, basandosi sull’osservazione di persone affette da sinestesia hanno potuto affermare che vi è una associazione tra lo stimolo visivo e l’area del cervello attivata da percezioni tattili. Infatti la loro ricerca studia come il cervello di un soggetto, non affetto da sinestesia, reagisca alla vista di un altro corpo umano che viene toccato. Queste osservazioni dimostrano che i neuroni attivati in questa situazione sono quelli legati al tatto e non alla vista.

Le  persone, soggette ad indagine, sono state sottoposte a due tipi di immagini: una nella quale due mani si toccano e l’altra in cui non vi è nessun contatto (v. Figura). Gli esperimenti sono stati condotti con l’aiuto di Miniussi, esperto di stimolazione magnetica transcranica (TMS), tecnica che si avvale di una stimolazione magnetica in grado di creare un campo elettrico nel cervello. Tale campo elettrico agisce sull’area che si vuole osservare disattivandola temporaneamente. In questi specifici esperimenti la regione di interesse è la corteccia somatosensoriale primaria.

I risultati ottenuti mostrano che la persona usa la vista per percepire la sensazione di contatto, andando ad attivare la corteccia somatosensoriale primaria (SI). La SI, di solito, è attivata quando la persona riceve stimoli tattili diretti e non indiretti. Tale studio suggerisce, quindi, l’esistenza di una specifica forma di elaborazione visiva da parte della corteccia somatosensoriale primaria quando la vista percepisce eventi tattili.

È importante, inoltre, sottolineare che il cervello non solo risponde a uno stimolo visivo come se fosse uno stimolo tattile, ma questa regione della corteccia celebrale è in grado anche di selezionare la componente del corpo che si vede toccare, azionando i neuroni legati ad essa.



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