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METEOROLOGIA/ Arriva la tempesta e il Meteosat la vede subito, all’infrarosso

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Il centro di controllo del Meteosat di Darmstadt, foto Infophoto  Il centro di controllo del Meteosat di Darmstadt, foto Infophoto
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Oltre alla missione di osservazione meteo e di raccolta di dati climatici, MSG-3 ha anche due carichi secondari. Uno è il Sensore Global Earth Radiation Budget, che misura la quantità di energia solare che viene re-irradiata nello spazio per calcolare quanta energia viene introdotta nel sistema climatico terrestre e di fornire informazioni sulla circolazione atmosferica tra il giorno e la notte. L’altro è un transponder Search & Rescue, che può trasformare il satellite in un relè per i segnali di pericolo inviati da radiofari di emergenza.


Il prossimo, e ultimo, satellite della serie, l’MSG-4, sarà lanciato nel 2015. E già si parla di una terza generazione. Come ha dichiarato il direttore delle Earth Observation dell’ESA, Volker Liebig, «insieme con EUMETSAT, stiamo lavorando allo sviluppo della prossima serie di satelliti meteorologici, Meteosat di terza generazione. Una volta operativa, verso la fine di questo decennio, la nuova generazione fornirà un salto di qualità in termini di tecnologia e prestazioni fornendo, tra l'altro, più velocità nelle immagini, più canali spettrali e una capacità di sondaggio atmosferico che renda possibili le misure di profili di gas in traccia».


Il ruolo dell'ESA in materia di meteorologia e clima non si limita comunque alla serie dei satelliti Meteosat. L’ente europeo ha anche sviluppato la serie MetOp di satelliti meteo in orbita polare - sempre gestiti da EUMETSAT – anch’essi già in procinto di vedere una seconda generazione, il cui avvio dovrebbe essere deciso nel novembre prossimo dal Consiglio ministeriale dell’ESA. Nel frattempo il MetOp 2 è già arrivato al Cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, in vista del lancio il 19 settembre.


(Michele Orioli)



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