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OLIMPIADI LONDRA 2012/ Tutte le ragioni per cui gli sportivi ricorrono al doping

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Ci sono purtroppo casi di doping in tutti gli sport. E quando ci si approssima ai grandi eventi sportivi, come fra pochi giorni, sui media inizia a campeggiare la discussione: c’è chi sostiene che gli atleti “sono tutti drogati”, oppure che “è tutto un complotto”, e via dicendo, e che “bisogna aumentare i controlli”. Quello che è certo infatti è che da anni ormai è in corso una enorme campagna massmediatica per la diminuzione del fenomeno-doping. La lista delle storie di doping potrebbe infatti essere lunghissima. I tre casi riportati offrono tipologie di doping estremamente differenti: uso di particolari steroidi anabolizzanti nel primo, per aumentare la potenza muscolare, uso di efedrina nel secondo, per migliorare le prestazioni fisiche generali, probabile -ma mai dimostrato, nello specifico caso riportato- uso di EPO, per aumentare il numero di globuli rossi nel sangue, e quindi la resistenza sotto sforzo. In tutti e tre i casi, gli atleti hanno visto finire la loro carriera. In tutti e tre i casi i personaggi coinvolti hanno adombrato il fatto che fossero stati presi di mira da qualcuno che avrebbe ignorato la diffusione abnorme del fenomeno fra tutti gli sportivi.

Il comitato organizzatore di Londra 2012 non è certo stato con le mani in mano: è stato infatti realizzato un imponente centro per le analisi antidoping da 4400 metri quadri, spendendo più di cento milioni di euro, con il preciso intento di controllare circa la metà degli oltre 12.000 atleti che gareggeranno nelle varie discipline. 150 scienziati saranno impegnati in questa incessante analisi, fornendo più di 400 prove al giorno, con il supporto di 1000 operatori sul campo. La GlaxoSmithKline, in collaborazione con il King’s College di Londra, ha prodotto gran parte di questo mastodontico impegno.

La fiducia nei controlli scientifici, rigorosi e precisi che si stanno per mettere in campo sembrerebbe spazzare via il timore di avere competizioni falsate o da annullare. Eppure, questa fiducia nella scienza non può essere ingenua. Ma in che cosa consiste il doping? Secondo il Ministero della Salute italiano, è la “somministrazione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l’adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche e idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti”.

 



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