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OLIMPIADI LONDRA 2012/ Tutte le ragioni per cui gli sportivi ricorrono al doping

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Fra pochi giorni inizieranno le Olimpiadi di Londra. Proviamo parlare di sport e di scienza. Per farlo ci rifacciamo a tre vicende clamorose, che riguardano la pratica sportiva e la scienza medica.

Era il 1988. Il 24 settembre. Gli occhi di mezzo mondo erano puntati sulla gara più importante delle Olimpiadi coreane di Seul: i 100 metri piani maschili.

Di fronte agli occhi di milioni di spettatori si stava compiendo un’impresa leggendaria: il giamaicano-canadese Ben Johnson stracciava tutti i pretendenti (soprattutto il grande Carl Lewis) con il tempo record di 9’ 79’’. Esultanza, gioia, ammirazione. La gara del grande Ben fu incredibile, e poteva essere anche più strabiliante se, in un eccesso di sicurezza, non avesse alzato il dito al cielo in segno di vittoria negli ultimi metri della sua arrembante progressione. Tre giorni dopo il mondo rimase scioccato nell’apprendere che la corsa sui 100 metri più veloce mai registrata fino a quel giorno da parte di un essere umano era stata annullata. Il protagonista era infatti stato giudicato positivo all’antidoping. La medaglia gli venne quindi confiscata.

Spostiamoci di pochi anni: siamo nel 1994, negli USA, e si stanno svolgendo i Campionati del Mondo di calcio. L’Argentina è una delle squadre più forti. Fra di loro, dopo un periodo travagliato sia sul piano personale che su quello relativo agli impegni con il calcio giocato, Diego Armando Maradona. Alla seconda partita, l’Argentina segna a ripetizione alla Grecia, per un perentorio 4-0. Uno di questi, il più bello, lo sigla proprio il Pibe de Oro, al termine di un entusiasmante scambio con i suoi compagni. Due giorni dopo, la FIFA annuncia la squalifica di Maradona, per doping. L’Argentina, inutile sottolinearlo, esce al primo turno.

Ancora un salto: andiamo al 1999. Dopo lo strabiliante 1998, anno in cui vinse il Giro d’Italia e -primo Italiano dal 1965- il Tour de France, doppietta che lo avvicinò definitivamente ai più grandi ciclisti della storia, Marco Pantani il 5 giugno a Madonna di Campiglio viene sospeso per valori di ematocrito troppo alti. E’ l’episodio che segna definitivamente la sua carriera: da quel momento non sarà più lo stesso, e i grandi successi non torneranno mai più.



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