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CLIMA/ Gran Sasso, quota 2.401: non un rifugio ma un osservatorio climatico

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L’osservatorio climatico Portella al Gran Sasso  L’osservatorio climatico Portella al Gran Sasso

Le ragioni sono molteplici: la vicinanza al ghiacciaio più a sud dell’Europa, il Calderone, purtroppo in via di estinzione; la volontà, insieme ad EV-K2-CNR, di costituire una dorsale osservativa che attraversi tutta l’Italia insieme agli osservatori di Monte Cimone e sullo Stelvio già attivi, che permetta di avere una visione globale degli effetti del trasporto di inquinanti e particolato sulla salute delle nostre Montagne e dell’atmosfera in genere; infine, le osservazioni nelle aree urbane sono abbastanza frequenti, mentre sono molto rare quelle in aree remote che diano la possibilità di studiare l’atmosfera in condizioni di fondo: lacuna da colmare se si pensa che le aree montane sono una parte molto rilevante e importante del territorio del nostro Paese.

 

Come è attrezzato l’Osservatorio e qual è il programma di attività?

 

L’osservatorio al momento effettua osservazioni continuative di parametri meteorologici, ozono, ossidi di azoto, distribuzione dimensionale del particolato e sua composizione chimica. Presto avremo attivo un ponte radio per avere i dati disponibili on-line e abbiamo in programma l’aumento della strumentazione per osservare altri composti atmosferici come CO, CO2, CH4.

 

Come si attua il raccordo con gli altri osservatori SHARE-Italia di Monte Cimone e dello Stelvio?

 

Come detto in precedenza, questa stazione opererà in sinergia con gli osservatori sul Monte Cimone e sullo Stelvio e ci aspettiamo di poter fare studi congiunti, comparare le osservazioni e costituire un database indispensabile per simulazioni modellistiche.



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