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DIBATTITI/ Medicina, applicazione di linee-guida o sviluppo di rapporti umani?

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Alla base di tutto è una pericolosa deriva anti-umanistica che tende a rendere automatica qualsiasi tipo di sapienza umana fino a prevedere una scomparsa sul lungo termine del medico (e più in generale di qualsiasi scienziato) quale depositario di un sapere autonomo non formalizzabile e riducibile a operazione automatica e quindi a relegare ai margini il rapporto umano medico-paziente.

E’ allora importante cercare di delineare un paradigma ecologico che non si limiti a ricordare il ruolo integrale della conoscenza medica ma che sappia mettere in un giusto contesto le acquisizioni della moderna tecnoscienza.

Intanto chiariamo subito il fatto che le tecnologie –omiche non sono di per sé né inutili né dannose, anzi, è proprio da lì che dobbiamo partire per una rifondazione sistemica delle scienze biomediche, dobbiamo però utilizzarle a pieno, non solo quindi come liste ma come i dati necessari per individuare le relazioni fra gli elementi che le compongono. Nella letteratura scientifica esistono già degli ottimi esempi di questo tipo di approccio che ci hanno permesso di intuire (anche se ancora ad un livello largamente fenomenologico) i principi della dinamica della regolazione biologica.

Si comincia a delineare un posizionamento della vita all’interno del mondo fisico in cui i vincoli posti dall’ancora giovane ma promettente meccanica statistica delle reti, se pur ancora in maniera largamente fenomenologia (ma non di meno passibile di analisi quantitativa) sembrano finalmente rendere ‘fisicamente plausibile la vita’ permettendo di superare lo sconcerto che molti di noi hanno provato nei loro anni universitari quando il professore di chimica generale dimostrava l’estrema rarità di urti coinvolgenti più di due specie molecolari in soluzione e il professore di biochimica descriveva reazioni ordinate (ciclo di Krebs, biosintesi dei lipidi..) coinvolgenti dozzine di urti seriali che avvenivano in ordinata sequenza.

Domini di coerenza dell’acqua, effetto tunnel, soglia di percolazione sono termini che si stanno affacciando nella biologia e che hanno un sapore fortemente ‘ecologico’ per il loro implicare effetti di campo legati al microambiente in cui si svolgono i fenomeni.

Questo approccio, che possiamo riassumere con lo slogan ‘le relazioni fra le parti sono più importanti della conoscenza approfondita dei singoli atomismi’ dovrà essere allargato a tutte quelle conoscenze di sfondo che distinguono un bravo medico da un puro applicatore di linee guida. La molteplicità dei piani e delle scale di cui parla Levine si traduce allora nell’impalpabileesprit de finesse che Pascal definisce come l’abilità di taluni di trattare con tutte quelle infinite suggestioni che “... si vedono a mala pena, si sentono piuttosto che non si vedano; ed è molto difficile farle sentire a chi non le sente da sé; sono cose talmente tenui e tanto numerose, che occorre una sensibilità molto delicata e precisa per sentirle e per giudicare giustamente e proprio secondo tale sensibilità, senza poterle, per la maggior parte dei casi, dimostrare con ordine, come in matematica, perché non se ne possiedono allo stesso modo i principi; e volerlo fare sarebbe un’impresa senza fine. Bisogna cogliere la cosa tutta d’un colpo, in un solo sguardo, e non per un progredire del ragionamento, almeno fino a un certo punto”. 



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