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ORIGINE VITA/ Da Pasteur ai meteoriti del Tagish Lake: nuova luce sull’asimmetria delle biomolecole

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Nella metà del XIX secolo gli studi sui cristalli dell’acido tartarico portarono Louis Pasteur a comprendere che in natura tutte le molecole organiche presentano una asimmetria molecolare: in seguito i chimici hanno approfondito gli studi di stereochimica - cioè lo studio delle proprietà spaziali delle molecole e come queste ultime si riflettano sul comportamento delle sostanze - iniziati all’inizio del secolo. È noto che per quanto riguarda i venti amminoacidi naturali che si legano a formare le proteine, l’unica struttura possibile per la vita è quella levogira (o sinistrorsa) e non quella destrogira (o destrorsa): questo fatto è uno dei misteri più grandi della chimica organica.

 

Grazie alla possibilità di analizzare alcuni meteoriti caduti sulla Terra, alcuni scienziati hanno proposto un’ipotesi sulla presenza di una struttura chimica tridimensionale preferenziale; le ricerche si basano su quanto accaduto nel gennaio 2000, quando un grande meteoroide esplose in atmosfera sopra il nord della British Columbia in Canada e piovvero frammenti sulla superficie ghiacciata del Tagish Lake. I ricercatori del Goddard Space Flight Center della Nasa guidati da Daniel Glavin, hanno ora scoperto che i campioni contenevano una quantità quattro volte superiore di forma levogira di acido aspartico rispetto a quella destrogira, mentre l’eccesso di alanina sinistrorsa era soltanto l’otto percento in più dello stesso amminoacido destrorso: in condizioni ambientali terrestri questo risultato lascia perplessi, perché entrambi gli amminoacidi dovrebbero avere un grande eccesso di struttura levogira.

 

Glavin commenta: «Un grande eccesso di levogiro nell’uno e non nell’altro (amminoacido) ci dice che essi non sono stati creati dalla vita, ma all’interno dell’asteroide del Tagish Lake». Il team ha confermato che gli amminoacidi sono stati creati nello spazio, utilizzando l’analisi degli isotopi. «Abbiamo trovato che l’acido aspartico e l’alanina nei nostri campioni del Tagish Lake erano altamente arricchiti di carbonio 13, indicando che probabilmente erano stati creati da processi non biologici nell’asteroide madre» dice Jamie Elsila, coautrice con Glavin e altri di un recente articolo apparso su Meteoritics and Planetary Science.



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