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CERN/ Quale bosone? Il fascino di una scoperta che apre una nuova fisica

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Eccolo! Il Bosone di Higgs  Eccolo! Il Bosone di Higgs

La scienza come attività integralmente umana, che nasce e tocca profondamente i nostri cuori: in questi giorni di scoperte storiche, siamo in grado di vedere la vera faccia non solo della natura fisica, ma anche dell’esperienza umana del fare scienza. Tutti quelli che eravamo li potevamo dire di essere fieri di dedicare la nostra vita a questa affascinante (e bella) avventura che è la ricerca scientifica.

Nel suo racconto della sua amicizia con il grande fisico Richard Feynman, Leonard Mlodinow spiega come Feynman vedeva che ogni grande scoperta che lui aveva fatto, e non ne aveva fatte poche, gli portava un immenso piacere per alcuni giorni; ma dopo la fatica e le immense difficoltà del lavoro scientifico ritornavano. Si chiedeva infatti se tutta una vita di lavori e sacrifici per la scienza avevano senso solo per questi pochi giorni di felicità. 

Dopo giorni come quello di ieri al Cern, io posso rispondere affermativamente alla domanda di Feynman. La scoperta del bosone di Higgs, con tutto il lavoro che c’è dietro, parla direttamente di quello che ci fa veramente uomini: la ricerca del senso delle cose, delle ragioni perche la natura è come è, e non diversa, il capire chi siamo e dove andiamo. Oggi con il bosone di Higgs abbiamo potuto contemplare ancora una volta la grandezza del disegno cosmico, in qualche senso, abbiamo contemplato l’infinito in faccia. E questa è la certezza che ci permette andare avanti, con tutte le sue difficoltà, nell’impresa scientifica: la certezza che la natura non solo è ordinata, ma anche “buona”, fino al punto che noi uomini, punti indistinguibili nella immensità del universo, possiamo capirla a livelli così profondi.

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