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SPAZIO/ Così dalla Sardegna guarderanno le mappe cosmiche di Planck

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SRT (Sardinia Radio Telescope)  SRT (Sardinia Radio Telescope)

A una trentina di chilometri da Cagliari, in località Pranu Sanguni nel comune di San Basilio, si sta completando un grandioso impianto scientifico denominato SRT (Sardinia Radio Telescope). Si tratta di un radiotelescopio del diametro di 64 metri, di concezione avanzata, progettato per applicazioni di radioastronomia, geodinamica e scienze spaziali. Il progetto, condotto dall’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) nasce da un finanziamento del MIUR, dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e della Regione Autonoma della Sardegna, per un valore totale dell’ordine di 60 milioni di Euro.


«Questo impianto si configura come un asset strategico per il Paese – spiega l’astrofisico Nicolò D’Amico, direttore di SRT - essendo predisposto per offrire anche servizi di eccellenza  in settori come il SSA (Space Situational Awarness), la mappatura delle orbite degli asteroidi a rischio di collisione, la raccolta di dati sonde interplanetarie. Lo sviluppo dei dispositivi accessori (ricevitori, sistemi di acquisizione dati ecc…) in questi impianti avviene negli anni ed è in continua evoluzione,  creando uno stimolante contesto di Ricerca & Sviluppo nelle tecnologie di riferimento (microonde, elettronica digitale, telecomunicazioni, ICT ecc…)». 


D’Amico sottolinea come la Regione Sardegna abbia individuato in questa tematica una delle linee di ricerca strategiche per il proprio sviluppo. «E, per meglio capitalizzare questa opportunità, ha finanziato la realizzazione di una nuova sede cittadina dell’INAF (circa 10 milioni di Euro), nelle vicinanze della Cittadella Universitaria di Cagliari». Si tratta di una sede ampia, dotata di spazi per laboratori e officine che opereranno nell’ambito dello sviluppo della strumentazione accessoria di SRT e che saranno aperti a studenti e dottorandi e alle PMI.


Ora i confini di queste iniziative si allargano. Nell’ambito dell’Accordo di Collaborazione in materia di Ricerca Scientifica e Innovazione Tecnologica, siglato nel dicembre 2010 tra Regione Autonoma della Sardegna e Regione Lombardia, è nato un nuovo progetto per lo sviluppo di tecnologie avanzate nelle frequenze radio e nelle microonde. Il progetto prevede la realizzazione di nuove facility per microonde presso l’Università di Milano e la sede di Cagliari dell’INAF, aperte alla collaborazione e alla sinergia con le piccole e medie imprese ad alto contenuto tecnologico presenti sul territorio della Sardegna e della Lombardia, con lo scopo di realizzare esempi virtuosi di effettiva sinergia tra ricerca fondamentale e innovazione con ricadute di mercato e socialmente utili.  


Il gemellaggio con l’Università di Milano riguarda in particolare il gruppo impegnato nel Progetto Planck, che  ha sviluppato competenze di avanguardia nel settore delle microonde. «Da oltre vent’anni il gruppo di Cosmologia del Dipartimento di Fisica dell’Università di Milano e IASF/INAF-Milano gioca un ruolo di primo piano nella missione del satellite Planck dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), lanciato con successo tre anni fa con lo scopo di sondare l’universo primordiale, utilizzando tecnologie simili a quelle di SRT» osserva Marco Bersanelli, ordinario di Astronomia e Astrofisica all’Università degli studi di Milano. 





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