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OLIMPIADI LONDRA 2012/ Dalla palestra al doping genetico?

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La cinese Ye Shiwen (Foto: Infophoto)  La cinese Ye Shiwen (Foto: Infophoto)

Ma ancora non basta: negli anni ’60 un fondista finlandese - Eero Mantyranta- risultava praticamente imbattibile e vinse due ori alle olimpiadi invernali di Innsbruck. Il motivo venne scoperto anni dopo. Una mutazione nei suoi geni gli consentiva di ossigenare il sangue in modo più efficiente dal 25% al 50% rispetto agli altri: di fatto, era “dopato” rispetto agli altri, ma in modo assolutamente “naturale”. Si può dire che aveva quello che i suoi avversari volevano: l’EPO. Impossibile essere al suo stesso livello per tutti gli altri.

Ecco dunque la nuova frontiera: non un intervento per migliorare la prestazione, ma un intervento per modificare la struttura dell’atleta in quanto tale. Ed ecco quindi l’accusa degli Usa nei confronti del team cinese di nuoto: la ragazzina ha realizzato una performance di tale livello che il sospetto parrebbe legittimo. Ma la WADA - l’agenzia mondiale per l’antidoping - dice che i controlli sulla squadra cinese sono ok. Potrebbe dunque essere un caso di doping genetico, sostengono gli americani. La polemica non cesserà di certo e probabilmente proseguirà non solo durante questa olimpiade, ma anche nei prossimi anni. Il punto è molto semplice: sembra che si possa in qualche modo, in tempi non ancora definiti, operare qualche tipo di trasformazione a livello genetico anche sull’uomo, che ne determini un cambiamento radicale e non rilevabile. In qualche modo, quindi, un laboratorio biomedico potrebbe sostituirsi all’opera della natura, che ha già selezionato e fatto crescere capacità differenti a seconda delle razze: per esempio, i nuotatori sono di razza bianca (caucasici), mentre i corridori sono di razza nera (come affrontato in un altro articolo).

A cosa potrebbe portare una diffusione di tali pratiche? Pare incredibile, ma potremmo pensare in un futuro non molto lontano che le cosiddette “condizioni” iniziali di uguaglianza, essenziali nelle gare sportive, tali non potranno più essere.

Come nel film Gattaca, sta forse arrivando il tempo di presentare il proprio genoma, oltre alla carta di identità?



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