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STELLE CADENTI/ A mezzanotte tutti con gli occhi puntati a Nord-Est

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Ad alimentare la polemica era stata infatti la traduzione dell’italiano “canale” con l’inglese “canal”, che sta ad indicare i canali artificiali (come ad esempio quello di Suez). Nella stessa lingua però si può avere anche il termine “channel”, che indica i canali naturali (come quello della Manica). Leggendo “canal”, i lettori anglosassoni immaginavano che si parlasse di canali artificiali ed erano portati implicitamente a ipotizzare la possibile esistenza di esseri intelligenti in grado di progettarli e costruirli. Lasciando che Curiosity svolga con precisione il suo lavoro, soffermiamoci ora sulle “lacrime di san Lorenzo”, che potranno coinvolgerci tutti, se vorremo cercarle, anche perché quest’anno è particolarmente favorevole per gli avvistamenti, data a quasi assenza di Luna nei giorni dove è previsto la massima pioggia di meteore.

 

La prima spiegazione moderna del fenomeno si deve proprio a Schiaparelli che lo ritenne perfettamente descrivibile con gli strumenti della meccanica celeste: le stelle cadenti sono frammenti di comete che, giunte in prossimità del Sole si disgregano e lasciano polveri e detriti lungo tutta la propria orbita; quando la Terra, nel suo percorso intorno al Sole, arriva ad incrociare l’orbita della cometa si imbatte negli sciami meteorici che si accendono interagendo ad alta velocità con l’atmosfera.

 

In particolare Schiaparelli aveva dimostrato che le stelle cadenti osservate attorno al 10 agosto (le Perseidi) derivavano dalla dissoluzione della cometa 1862 III (detta Swift-Tuttle, dal nome degli scopritori) e che quelle che si osservano il 27 novembre (le Leonidi) derivavano dalla dissoluzione della cometa 1866 I (detta Tempel-Tuttle). Quanto alla denominazione Perseidi, dipende dal fatto che lo sciame meteorico sembra provenire da un punto situato nella costellazione di Perseo, che è nella direzione Nord-Est, vicino alla luminosissima stella Capella e ha una forma vagamente a ipsilon rovesciata. Per cercare allora di catturare qualche Perseide, bisognerà puntare lo sguardo verso Nord-Est e cercare Perseo; non servono cannocchiali o strumenti particolari.

 

Nelle prossime notti questa costellazione sorgerà intorno alle 22.30 e raggiungerà una buona altezza sull’orizzonte dopo la mezzanotte: questo sarà il momento di miglior osservabilità, con un maggior numero di meteore visibili; secondo alcune stime, si potrebbero vedere una cinquantina di meteore all’ora. Tenendo conto che le Perseidi sono meteore molti veloci, che si tuffano nell’atmosfera a oltre 200.000 km/h, il loro impatto può dare origine a scie luminose e persistenti, che possono resistere anche qualche secondo.



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