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LETTURE/ Quelle storie di scienziati e di credenti

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Interessante anche il capitolo che rilegge la storia dell’elettricità, che è tutta contrassegnata dalle figure di grandi credenti: da Volta a Galvani, da Ampère a Faraday a Marconi. In un periodo dominato da positivismo e anticlericalismo, la loro esperienza religiosa dichiarata apertamente ha assunto il ruolo di testimonianza, superando radicate diffidenze ed evitando la tentazione di facili dualismi.

Sul finire del volume, non potevano mancare le note più pungenti, a tratti con toni un po’ forti, più del polemista che dello storico. Si parla degli “scienziati cattolici discriminati”: come Luigi Galvani, Paolo Ruffini e altri colleghi che persero la cattedra per aver rifiutato di sottoscrivere il giuramento giacobino anticristiano. E si accenna, ma è solo un cenno, ai Nobel mancati - forse per motivi ideologici - di personaggi come Nicola Cabibbo e Jérôme Lejeune (e qui c’è un altro nesso col Meeting 2012, che a Lejeune dedica una mostra).

Infine, è degno di nota l’inserto di una quindicina di pagine “Scienza e fede: una storia per immagini”, dove possiamo vedere i volti e leggere brevi tratti biografici di uomini di fede che hanno dato contributi rilevanti allo sviluppo delle varie scienze. Si va dai più lontani nel tempo, come, oltre ad alcuni già citati, padre Benedetto Castelli e fra Bonaventura Cavalieri, ad altri come padre Lazzaro Spallanzani, padre Eugenio Barsanti, don Giuseppe Mercalli, Francesco Faà di Bruno; a nomi celebri come Alexis Carrel e padre Georges Lemaître; infine a contemporanei come Carlo Rubbia, Marco Bersanelli, Francis Collins.

 

(Michele Orioli)



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