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MEETING 2012/ Il Monte Bianco in una moneta e la tensione all’infinito

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La Luna vista dalla Terra (Infophoto)  La Luna vista dalla Terra (Infophoto)

Noi abbiamo una percezione degli oggetti materiali (una montagna, un tavolo, o questo bicchiere d’acqua) come di qualcosa di “pieno”, qualcosa la cui stoffa è alquanto solida, compatta, autoconsistente. Ma già dal secolo scorso i risultati della fisica hanno incominciato a sorprenderci. Nel 1911 Rutherford dimostrò che la materia è sostanzialmente vuota: se potessimo comprimere il Monte Bianco eliminando tutto il vuoto che c’è al suo interno diventerebbe grande come una moneta. Non solo, nei decenni successivi i padri della meccanica quantistica mostrarono che ogni singola particella materiale non è localizzabile in modo assoluto, ma è associata un’onda che la rende in un certo senso “imprendibile”. 

Oggi la scoperta del bosone di Higgs, che Bertolucci e Rossi racconteranno, ci ha portato a rispondere a una domanda ulteriore: Che cosa conferisce a ogni particelle la sua massa? Che cosa dà alla materia quella proprietà basilare che ce ne fa percepire il peso, o la resistenza a un impulso? Perché certe particelle sono più massicce di altre? I risultati degli esperimenti col grande acceleratore LHC del Cern confermano un risultato che i fisici delle particelle, e in particolare Peter Higgs, avevano ipotizzato da decenni: esiste un una particella, appunto il bosone di Higgs, che interagendo con tutte le altre dà loro la massa che le caratterizza. 

 

Un po’ difficile da immaginare... 

 

Secondo la logica della meccanica quantistica possiamo pensare al bosone di Higgs come a una particella, ma possiamo anche immaginarlo come un “campo” diffuso nello spazio, una specie di mare nel quale nuotano tutte le altre particelle (elettroni, quark, fotoni, il bosone W ecc.). Nuotando nel “campo di Higgs” ogni particella subisce una certa resistenza, una specie di attrito che ne rallenta la corsa, le “appesantisce”: è proprio questa interazione che conferisce ad ogni particella la sua massa. Quindi è grazie al bosone di Higgs che le particelle che formano il Monte Bianco, e anche quelle che formano il nostro corpo in questo istante, assumono la loro consistenza. 

 

Che pensiero ispira?

 

Trovo affascinante questa idea: la massa delle particelle sussiste per una interazione che si stabilisce tra ciascuna di esse e qualcosa di esterno in cui ogni particella è immersa. Anche la proprietà che sembra più intrinseca agli oggetti “concreti” intorno a noi, la loro materialità, consiste alla radice di un rapporto con qualcosa di esterno. La sostanza materiale di un corpo non è autodeterminata dalle particelle che compongono il copro stesso, ma esiste come relazione. 

 

Ma c’è un altro asse d’infinito che la scienza indaga: l’infinitamente complesso. Quindi il mondo degli organismo viventi e in particolare dell’uomo. A questo tema è dedicata la tavola rotonda con Michele Di Francesco, Giancarlo Cesana e Andrea Moro; come pure la presentazione dell’ultimo libro di mons. Fiorenzo Facchini. E poi l’incontro con il celebre paleo-antropologo Ian Tattersall e il teologo William Carroll, che discuteranno di “evoluzione biologica e natura dell’essere umano”. Perché due figure di discipline così diverse?

 

Per aiutare a chiarire una questione di metodo. Noi possiamo parlare di “origine” a diversi livelli, e bisogna stare bene attenti a non confondere l’oggetto delle nostre domande e quindi il metodo coi cui tentare delle risposte. Questo è ancora più importante quando si tratta dell’essere umano. Se uno mi chiede “qual è la tua origine?”, posso rispondere che sono nato a Milano da mio padre e mia madre; posso rispondere che la mia struttura fisica proviene da una lunga e straordinaria storia evolutiva e, prima ancora, cosmica; posso rispondere che ultimamente il mio io ha origine in un infinito, in Dio, e che nessun antecedente fisico o biologico può definire completamente il mio io. La verità della terza risposta non impedisce che possano essere vere anche le prime due. Viceversa, le prime due non negano la terza, anzi la arricchiscono.

 

Sembra però ancora diffusa una mentalità scientista per la quale solo la scienza è in grado di fornire risposte valide a domande del genere …



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COMMENTI
17/08/2012 - Meeting=bosone di Higgs (Corrado Rizzi)

Cioè quell'ambiente (campo) in cui tutte le particelle (branche della scienza) acquistano quella consistenza interdisciplinare (relazione reciproca attivata dall'ambiente stesso) che da peso (verità) alla realtà? Affascinante!!